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L’incredibile resistenza alle submission di Alexander Volkanovski

volkanovski

Spesso quando si parla di MMA si tende ad esaltare gesti tecnici spettacolari o finalizzazioni dall’alto coefficiente di difficoltà dimenticandosi che dall’altra parte c’è chi cerca di resistere in tutti i modi affinché questo non avvenga.

Sono quei fighters che nel gergo vengono definiti “incassatori”. Atleti indomiti dotati di un coraggio infinito che spesso gli permette di sopravvivere in situazioni altamente rischiose.

Alexander Volkanovski può essere sicuramente inserito in questa lista. Oltre alle grandissime qualità tecniche e fisiche infatti il campione dei pesi piuma UFC ha sempre dimostrato un cuore immenso che lo ha visto superare tantissime difficoltà sia nell’ottagono, sia nella vita.

Dopo aver sconfitto il COVID-19 (Volkanovski è stato uno degli atleti maggiormente colpiti dal virus), l’australiano ha dato sfoggio delle sue qualità di endurance nell’ultimo match titolato disputato a UFC 266 contro Brian Ortega. Una prova senza eguali che lo ha visto sopravvivere ad almento tre tentativi di sottomissione.

Quella più brutale probabilmente è stata la ghigliottina subita nel corso del terzo round. Solitamente per questo tipo di soffocamento sono necessari dai 7 ai 10 secondi per causare uno svenimento. Quando si verifica una costrizione nell’area dei vasi carotidei e della giugulare infatti la pressione sanguigna scende e nel peggiore dei casi si provoca una sincope.

Il tutto è visibile anche sul volto di chi subisce questo tipo di tecniche di soffocamento con il caratteristico cambio di colore tendente al rosso intenso o addirittura al violaceo. Ciò indica proprio una bassa saturazione di ossigeno verso il cervello.

Ortega ha applicato la ghigliottina intorno al minuto 2.54. Volkanovski è riuscito a divincolarsi al minuto 3.10. Come potete intuire l’australiano ha resistito molto più dei 7-10 secondi citati per lo svenimento.

Una performance praticamente irreale, se si considera soprattutto che successivamente ha resistito ad altri due tentativi brutali di sottomissione che hanno suscitato stupore persino in Rener Gracie, discendente della grande famiglia Gracie nonché maestro di jiu jitsu di Brian Ortega.

Solo applausi per Alexander Volkanovski, un autentico selvaggio dell’ottagono!

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