Site icon TuttoMMA.it – News, esclusive, approfondimenti e interviste su UFC, Bellator e tutte le MMA internazionali ed italiane

La folle storia di Rafael Fiziev: “Ho rischiato di morire in passato”

rafael fiziev

La divisione dei pesi leggeri UFC è una delle più pregne di talento di tutto il roster e nei piani alti c’è sempre qualcuno pronto a sfondare la porta a suon di vittorie per entrare nel giro che conta.

Uno dei nomi che in futuro può avere tutte le carte in regola per ricoprire il ruolo da assaltatore è sicuramente Rafael Fiziev.

Nativo del Kirghizistan questo classe 1993 non ci ha messo molto a capire la sua strada. Arrivato in UFC nel 2019 con all’attivo sei vittorie tutte prima del limite, è stato battuto all’esordio da Magomed Mustafaev. Uno spinning back kick che lo ha segnato nello spirito e nell’orgoglio.

Da quel momento infatti Fiziev non ha più sbagliato e sono arrivate tre vittorie consecutive ottenute contro Alex White (decisione unanime), Marc Diakiese (decisione unanime) e Renato Moicano (KO al primo round). Un rendimento sempre in crescendo che gli ha permesso di ergersi nella posizione di uomo da tenere d’occhio nella divisione.

D’altronde non poteva essere altrimenti vista la personalità – che lo ha sempre portato a dire, per esempio, di non essere un fan di Khabib Nurmagomedov e Islam Makhachev – e il coraggio dimostrato nell’ottagono, ma anche nella vita.

Prima di diventare un fighter professionista infatti Fiziev svolgeva a tempo pieno il lavoro di poliziotto. Un impiego che lo ha esposto a diversi rischi sin da giovanissimo.

Quando era un cadetto per esempio si è ritrovato a svolgere la mansione di ufficiale correzionale in un carcere del Kirghizistan. Un giorno ci fu una rivolta e i detenuti si scagliarono contro gli agenti. In un attimo fu il caos e la situazione precipitò inesorabilmente quando si ritrovarono faccia a faccia due fazioni ben distinte: da una parte 20 detenuti, dall’altra 8 ufficiali cadetti.

Quello che si presentava già come uno scontro impari si trasformò ancora di più in un dramma quando cinque cadetti decisero di scappare. Rimasero così solo Fiziev e altri due colleghi a fronteggiare 20 facinorosi. Una battaglia senza esclusione di colpi dove i tre uomini vendettero cara la pelle.

Fiziev fu pugnalato ad una gamba, mentre un altro suo collega al viso. Tutti e tre riportarono numerose ferite ma riuscirono a resistere e a scappare verso un posto sicuro. Rimasero nascosti per ore mentre la folla inferocita li cercava.

“Ci avrebbero seppelliti vivi, ma non ci hanno trovato” – ha commentato sull’accaduto Fiziev.

Un episodio che la dice lunga sulla vita di questo fighter e sulla sicurezza che traspare in ogni suo incontro. Una mancanza di paura che non deve stupire e che nell’ottagono si trasforma ogni volta in determinazione e voglia di arrivare.

Exit mobile version