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Quando un 18enne José Aldo distruggeva gli avversari coi soccer kick (video)

José Aldo è uno dei più grandi combattenti di tutti i tempi e quando deciderà di appendere i guantini al chiodo entrerà di diritto nella Hall of Fame UFC.

Durante la sua incredibile carriera ha battuto i lottatori più forti della sua epoca. Fra le sue vittime più illustri ci sono per esempio Frankie Edgar (sconfitto due volte), Urijah Faber, Chan Sung Jung, Cub Swanson, Chad Mendes (sconfitto due volte), Ricardo Lamas, Mark Hominick, Kenny Florian, Jeremy Stephens e Renato Moicano.

Un campione pazzesco che ha rappresentato per anni la storia della categoria dei pesi piuma UFC di cui è stato campione in ben due occasioni. Nel corso del suo primo regno, protrattosi dal 2010 al 2015, ha collezionato nove difese titolate prima di essere detronizzato da Conor McGregor, ad oggi l’autentica criptonite nella carriera dell’asso brasiliano. Perché ci sono state altre sconfitte, è vero, ma l’irlandese è stato l’unico ad entrare nella testa di Aldo in maniera così roboante.

Per diventare uno dei lottatori più famosi al mondo il piccolo José è dovuto partire da molto lontano, ovvero da un’infanzia fatta di rinunce e povertà. Un percorso in salita dal quale è riuscito ad emergere grazie soprattutto alle vittorie ottenute da giovanissimo nei circuiti di Valetudo. Un mondo a sé dove la violenza estrema di quei combattimenti è servita per gettare le basi della disciplina moderna che oggi tutti conosciamo e apprezziamo.

Ed è proprio da quegli anni selvaggi che vi mostriamo alcuni video di un José Aldo 18enne agli inizi della carriera. Una sorta di demone in pantaloncini che si scaraventava sugli avversari a suon di “Soccer Kick” (ndr. calci alla testa che, in quegli anni, erano ancora permessi in diversi circuiti, soprattutto in Brasile).

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Una brutalità estrema che lo ha fatto diventare ben presto “Scarface”, uno dei lottatori più temuti del pianeta. Un autentico spauracchio per tutti gli avversari, e non solo per quel viso da cattivo dei film con tanto di cicatrice sul volto (frutto di un incidente domestico quando era piccolo), ma anche e soprattutto per la sua incredibile ferocia.

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