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UFC 266, pagelle: Volkanovski è immortale. Shevchenko in odore di G.O.A.T.

ufc 266 pagelle

Una delle card più attese dell’anno come UFC 266 ci ha regalato match spettacolari e due conferme importanti in vetta alle divisioni dei pesi piuma maschile e dei pesi mosca femminile.

Partiamo con ordine e iniziamo la nostra analisi dalla prima sfida della main card che vedeva coinvolte Jessica Andrade e Cynthia Calvillo. Un match lampo che si è risolto con un clamoroso TKO della Andrade nel primo round. Una finalizzazione improvvisa che ha dato vigore ad un’atleta spesso sottovalutata, ma che già in passato ha dimostrato di saper regalare momenti di pura cattiveria agonistica. Voto 7 alla Andrade. Voto 3 ad una Calvillo in balia della brasiliana.

In Curtis Blaydes vs Jairzinho Rozenstruik abbiamo assistito invece all’eterna lotta fra striker e wrestler. A vincerla è stata Blaydes che ha applicato alla lettera il manuale del perfetto grappler facendo suo il capitolo: come si limita uno striker con il colpo da KO?

L’americano infatti dopo aver sofferto la potenza dei pugni di Jairzinho (ha finito il match con un vistoso ematoma sull’occhio destro) è riuscito a spostare l’incontro al suolo mettendo saggiamente pressione dalla side position e dalla mezza guardia. Un controllo del peso e un posizionamento che gli hanno permesso di tenere schiena a terra il suo avversario e di accumulare punti preziosi con un ground and pound attivo e intelligente. Vittoria per decisione unanime e voto 6 per Blades che si è limitato a svolgere il compitino. Voto 5 per un Rozenstruik a suo agio a terra come un orso in un negozio di cristalli.

Il match che ha preceduto i due incontri titolati è stato quello fra Robbie Lawler e Nick Diaz. Alla vigilia i più maliziosi lo avevano definito come il solito incrocio nostalgico fra vecchie glorie fatto di ritmi bassi e poca azione. E invece i due fighters hanno mantenuto fede al loro blasone dando vita ad un’autentica guerra.

Al pronti via è stato Lawler a partire con il piede sull’acceleratore per cercare di sorprendere Diaz. Un assalto in piena regola fatto di combinazioni veloci e tanto volume di colpi in pieno stile “Ruthless”. Una volta sopravvissuto alla tempesta però Diaz ha cominciato a replicare mettendo più volte in difficoltà il suo avversario. Due round molto combattuti nei quali entrambi si sono spinti al limite.

L’epilogo a 44 secondi dall’inizio del terzo round. In una delle ennesime schermaglie infatti Lawler è riuscito a piazzare un gancio destro precisissimo seguito da un montante sinistro che ha spedito Diaz gambe all’aria. Un knockdown decisivo visto che il fighter di Stockton non è più riuscito ad alzarsi costringendo l’arbitro Herzog a mettere fine alla contesa.

Vittoria super per Robbie Lawler che si merita un bell’8 in pagella. Voto alto – 7 – comunque per Diaz che, a dispetto dell’età e della lunga assenza dall’ottagono, è riuscito comunque a regalare un ottimo spettacolo.

Siamo arrivati con la nostra analisi al primo dei match titolati di UFC 266 che si è risolto in favore di Valentina Shevchenko. Come al solito ci verrebbe da aggiungere, anche se nelle MMA non è mai facile confermarmi vista l’imprevedibilità insita in questo sport. E invece la Shevchenko ci è riuscita anche questa volta e lo ha fatto in un modo che affascina e allo stesso tempo spaventa per la sua brutalità.

Quattro round di pura accademia della arti marziali miste condotti da un’atleta unica nel suo genere e che, ogni volta che entra nell’ottagono, ci mostra il lato più spettacolare di questo sport.

Nulla da fare per Lauren Murphy che si è ritrovata di fronte un’avversaria capace di dominare ogni singolo aspetto del combattimento con una tecnica, una precisione e una reattività da mozzare il fiato. Solo applausi e tanta stima per Valentina Shevchenko che, con questa ennesima vittoria per TKO, è sempre più proiettata verso la vetta della classifica dei fighters più forti di sempre.

Voto 10 e gloria eterna alla campionessa dei pesi mosca UFC. Voto 4.5 alla Murphy. Contro un extraterrestre del genere, onestamente, non poteva fare molto di più.

Archiviato il co-main event con la passerella della Shevchenko, nel main event abbiamo ammirato una sfida epica come quella fra Alexander Volkanovski e Brian Ortega.

Dopo due round transitori dove a regnare sovrano è stato l’equilibrio, nella terza ripresa è arrivato il colpo di scena. Ortega infatti ha rischiato due volte l’impresa, prima con una ghigliottina e poi con un triangolo, ma in entrambe le occasioni Volkanovski non solo è riuscito a liberarsi, ma ha anche clamorosamente ribaltato tutto contrattaccando con un ground and pound feroce che ha lasciato stordito il suo avversario.

Una stamina e un’aggressività spaventosi per l’australiano che si è confermato anche nei successivi due round rispondendo ad altri tentativi di sottomissione di Ortega e piazzando una mole di colpi ai limiti della realtà. Una ricetta vincente che gli ha permesso di ottenere la vittoria per decisione unanime, difendere la sua cintura e meritarsi un 9 nelle nostre pagelle (il 10 è sfiorato solo perché è mancata la zampata per chiudere anzitempo il match). Voto 7 invece per Ortega. È vero, ha sprecato in almeno due occasioni la possibilità di aggiudicarsi il match, ma si è spinto comunque fino al suo limite per cercare la vittoria e per questo gli va dato rispetto.

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