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Storie di MMA

UFC, Matt Hughes ricorda il suo incidente: “Ora sono finalmente rinato”

UFC – Quando si osservano i lottatori darsi battaglia nella gabbia si ha quasi l’impressione di trovarsi di fronte degli esseri immortali. Un simposio di super uomini capaci di spingere all’estremo il proprio corpo pur di portare a compimento quell’istino primordiale innato in ogni essere umano: risultare più forte del proprio rivale.

Eppure, quando i riflettori si spengono e si esce dalla gabbia, quello che si nasconde nella vita di ogni fighter è l’esatta copia delle paure e delle fragilità che viviamo tutti ogni giorno: un filo sottilissimo che ci tiene in sospeso e che può spezzarsi in qualsiasi momento anche contro la nostra volontà.

Il 16 giugno del 2017 Matt Hughes ha provato sulla propria pelle quanto tutto questo sia drammaticamente vero rimanendo in un limbo fra la vita e la morte dopo che con il suo veicolo fu travolto da un treno nelle campagne dell’Illinois. Un incidente bruttissimo che lo costrinse al coma per un mese. Poi il risveglio e quel filo divenuto sottilissimo che nuovamente torna a ispessirsi nonostante le conseguenze siano state devastanti.

Da una parte la riabilitazione per imparare nuovamente a deambulare e a compiere tutti quei movimenti basilari per rendersi autosufficiente. Dall’altra la convivenza con gli aspetti psicologici che una situazione del genere può creare ad un uomo abituato a scolpire con il proprio corpo imprese rimaste nella storia delle Mixed Martials Arts e di UFC.

A distanza di tre anni l’ex campione UFC è tornato a parlare della vicenda sul suo profilo Instagram e lo ha fatto raccontando di come la sua vita sia cambiata più volte. Un percorso di speranza e di redenzione che lo ha portato, oggi, a sentirsi un uomo rinato e che può essere sicuramente d’ispirazione per tutti.

Queste le sue parole:

“Circa un anno dopo il mio incidente ho cominciato a compatirmi. Non notavo grandi miglioramenti. Ero depresso, mi sentivo un peso, mi sentivo inutile e pregavo che Dio mi prendesse con lui. L’anno scorso invece è stato come un risveglio. Ho acquisito una nuova mentalità e mi sono posto degli obiettivi. Come atleta pensavo di conoscere bene il mio corpo. Mi sono reso conto invece di non sapere nulla di come funziona il cervello. Ho ancora molta strada da fare e ci sono ancora dei giorni in cui divento estremamente triste. Mi ripeto però che non devo accettare questa situazione. E’ un messaggio che rivolgo a tutti. Se ti prendi cura di qualcuno con una lesione cerebrale, per favore sii paziente. Se hai una lesione cerebrale, chiedi aiuto immediatamente e attieniti alla terapia. Cerca di circondarti di persone che ti supportino. Consulta uno specialista per aiutarti nei momenti difficili. Rimuovi le persone negative e quanto più stress possibile dalla tua vita. Una lesione celebrale non si risolverà da sola col tempo. Devi metterti alla prova ogni giorno. Spingi il tuo corpo oltre ciò che pensi sia possibile”.

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6-16-17. My accident was 3 years ago today. In some ways it doesn't feel like that long ago, but in other ways, my old life feels like a lifetime ago. My life has changed so much in these past 3 years. Some for the better, some for the worse. According to my MRI, I should have never woke up from my coma. I should be dead or have what is referred to as locked-in syndrome. About a year after my accident, I got complacent. I wasn't noticing any big improvements. I was depressed, I felt like a burden, I felt worthless, and I would pray for God to take me. This past year has been an awakening for me. I have a new mindset and goals. I am beyond grateful for every physician, doctor, nurse, therapist, coach, first responder, family member, friend, etc. who worked with me over the past 3 years. I thank God for guiding their hands and their decisions. I am extremely thankful for all the many prayers from each and every one of you. To my friends and family who stuck it out with me during all the ups and downs, I wouldn't be here if not for you. As an athlete, I thought I knew the body well. I realized, I know nothing when it comes to the brain. I still have a long way to go and I still have days where I get extremely sad and down, but I refuse to accept "this is as good as it's going to get". If you are caring for someone with a brain injury, please be patient with them. Please don't pick arguments or be overly critical. Educate yourself about the injury before you assume we are just being difficult for no reason. If you have a brain injury, get help immediately. Stick to your therapy. Try and surround yourself with supportive people. See a counselor to help you through the tough times. Remove negative people and as much stress as possible from your life. This injury will not fix itself over time. You have to challenge yourself daily. Push your body further than what you think is possible. Finally, thank you all for the support and encouragement you have given me these past 3 years. It definitely helps. Thank you for sharing your stories with me. Please keep the prayers coming, I sure do appreciate them. #rebirth #tbi #tbiawareness #aliveday

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