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Interviste

UFC, Johnny Walker in esclusiva a TuttoMMA: “Fight Island come Battle Royale!”

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UFC – Qualche giorno fa siamo riusciti finalmente a stabilire un appuntamento con Johnny Walker per fargli qualche domanda sul suo passato e ovviamente parlare dei suoi piani futuri. Non è stato semplice per via del coronavirus e anche a causa dei suoi spostamenti in giro per il mondo. Apprezziamo molto che Johnny abbia trovato un po’ di tempo per noi (ti dobbiamo almeno un paio di birre!). Ecco la trascrizione della nostra lunga videochiamata.

Ciao Johnny, come stai?

Ciao ragazzi, sto benissimo grazie! Voi tutto bene, come va in Italia?

Si tutto bene, la situazione sta migliorando giorno dopo giorno.

Sono davvero contento di sentirlo!

Ok, iniziamo con la prima domanda. Puoi dirci cosa pensi dell’emergenza covid-19 e come è cambiata la tua vita quotidiana ed i tuoi allenamenti?

È davvero spaventoso, molte persone sono morte e il Brasile è il secondo Paese al mondo per numero di vittime. In questo momento sta comunque iniziando a migliorare. Mi sono trasferito a Montreal, ed ero lì quando tutto è cambiato. Sono rimasto a casa come ha detto il governo, ma a volte mi sono allenato anche in palestra perché il proprietario mi ha lasciato le chiavi. Ho continuato anche a praticare Muay Thai a casa del mio allenatore che è a soli 30 minuti da qui e anche un po’ di Ju-Jitsu. Ho fatto quello che potevo per tenermi in forma e prepararmi per il prossimo incontro.

In che modo questa crisi sta colpendo il Brasile?

L’economia non è buona al momento, molti negozi hanno chiuso anche prima del coronavirus, quindi adesso la crisi è davvero forte. Penso che il governo abbia agito in modo molto stupido e irresponsabile, per esempio ha fatto alcune grandi strutture per aumentare i posti per i malati, ma quasi tutti non funzionano e non sono completati. Questo ha sicuramente delle implicazioni con la corruzione e con la gente che vuole solo speculare su questa tragedia, invece di aiutare la gente.

Sei sicuramente uno dei prospetti più talentuosi nella divisione massimi leggeri, hai sempre fatto grandi prestazioni. Vuoi condividere con noi qualche pensiero sul tuo ultimo incontro?

Certo, nel mio ultimo incontro ho combattuto contro un lottatore davvero tosto. Nikita e il suo team hanno fatto un ottimo lavoro strategico, sa che sono molto pericoloso in piedi, quindi voleva solo portarmi a terra. Onestamente non ho riportato nessun danno, non mi ha fatto male; voleva tenermi a terra tutto il tempo e vincere per decisione. Penso anche che non ero al 100% per quell’incontro, in quel momento c’erano un sacco cambiamenti nella mia vita e fisicamente non ero al meglio. Penso davvero che avrei potuto fare molto di più con una preparazione adeguata. Questo mi ha dato comunque una sensazione molto buona, anche se ho perso. Nonostante non fossi al top della forma, un avversario di gran talento come Nikita non ha potuto far altro che portarmi a decisione senza danneggiarmi. Tutto questo mi rende semplicemente più sicuro del mio vero potenziale.

Recentemente hai cambiato team. Puoi dirci come ti senti? Questo ha cambiato i tuoi allenamenti ed il tuo approccio ai combattimenti?

Ho cambiato alcune cose della mia vita, compreso il mio team perché c’erano diversi problemi, sia prima che dopo l’incontro con Corey. Comunque, non ne voglio parlare, perché per me appartengono al passato. Se ci ripenso, quelle cose mi hanno fottuto mentalmente perché non ero concentrato contro Corey, e la colpa è di tutto quello che c’è stato nel backstage. Così, dopo questo ho chiuso quel capitolo ed ho iniziato a lavorare con Firas Zahabi. Le cose sono cambiate subito, lui crede davvero in me. Anche se ho perso l’ultimo combattimento, sento di essere migliorato mentalmente. Firas mi ha aiutato molto e mi ha insegnato molti trucchi su come rimanere concentrato e sto migliorando giorno dopo giorno. Quello che voglio ora è far parte della Tristar Gym, ne ho bisogno, non voglio più andare in giro per le palestre, voglio allenarmi a tempo pieno, lavorare insieme a loro e contare sulla fiducia reciproca per costruire la mia carriera. Questo è ciò che porterò con me in ogni combattimento.

Nel 2018 hai partecipato alla Contender Series di Dana White, vincendo e ottenendo un contratto in UFC. Puoi raccontarci il cammino che ti ha condotto a questo traguardo?

Questa è una storia di come i sogni diventano realtà. Ho lavorato duramente per farcela! Il primo paese in cui mi sono trasferito è stata la Scozia. Era una situazione davvero brutta, perché non parlavo inglese, inoltre non avevo né lavoro né sponsor. Così ho fissato tre incontri in un mese e mezzo, esclusivamente per cercare di sopravvivere. Se ci ripenso è stato davvero pazzesco, non ci vuole molto a capirlo! (ride) Sono riuscito a vincere questi incontri contro avversari forti e ho ottenuto due cinture in due divisioni diverse senza un’adeguata preparazione. Ricordo di aver fatto un sacco di corsa, boxe, sono stato in qualche palestra per fare sparring ecc. Ho fatto letteralmente tutto quello che potevo. Dopo ciò, ho ottenuto il contratto per la Contender Series. Ho vinto quell’incontro e finalmente sono entrato in UFC. Ce l’avevo fatta! Potevo respirare dopo tutti i sacrifici. È stata una sensazione davvero incredibile e in quel momento sono stato molto orgoglioso di me stesso. Adesso voglio continuare a lavorare sodo perché voglio essere un campione, e so di avere il potenziale per esserlo. Devo continuare ad allenarmi così, è solo questione di tempo.

Nel mondo delle MMA molti lottatori professionisti hanno dichiarato di non essere pagati abbastanza. Puoi dirci la sua esperienza personale e la tua opinione in merito?

Onestamente, dovremmo essere pagati di più. Ma non la penso così per tutti i lottatori. Quando sei all’inizio e fai il tuo primo o secondo combattimento penso che sia giusto, sei pagato abbastanza. Perché devi dimostrare a tutti che meriti di far parte della UFC. Ma per tutti quelli come me che hanno già fatto molti incontri, e magari guadagnato dei bonus per le performance, che hanno dimostrato di meritarsi questo posto, penso che la paga non sia abbastanza. Poi non dimentichiamoci che facciamo uno sport pericolosissimo e che ogni incontro potrebbe essere l’ultimo. Prendiamo un sacco di colpi in testa, danni che forse non possiamo vedere subito ma che potrebbero manifestarsi quando invecchieremo. Quindi non si sa mai cosa potrà succedere, anche quando ci si ritira. So di molti lottatori che sono rimasti senza soldi dopo la carriera, anche se avevano dato anima e corpo per questo sport. Lo ripeterò ancora e ancora: un buon lottatore dovrebbe essere pagato di più!

Se ti venisse chiesto di scegliere il tuo prossimo avversario, chi vorresti?

Al momento non ho nomi da darvi, ma mi piacerebbe molto combattere contro qualcuno che si trovi tra la quindicesima e l’ottava posizione. Ora sono il numero undici al mondo, quindi chiunque sia di poco più in alto o più in basso rispetto al mio posto nei ranking. Non voglio scegliere, voglio solo una bella sfida. Ho bisogno di una vittoria per ricominciare da capo, anche per riguadagnare la fiducia della gente. Devo dire che questa quarantena mi ha fatto bene. Avevo davvero bisogno di un periodo come questo. Ho avuto il tempo di pensare e di lasciar riposare il mio corpo, di recuperare le mie energie e di credere in me stesso. Penso di essere più forte che mai.

Finalmente, dopo una lunga preparazione è stata annunciata la tanto attesa “Fight Island”. Cosa ne pensi? Combatterai sull’Isola?

Sono molto emozionato all’idea e ho molta voglia di combattere, sembra Battle Royale. In realtà, la UFC mi ha offerto un incontro con Ryan Spann, volevo davvero combattere contro di lui, ma ho dovuto dire di no perché non ero in grado di fare una vera e propria preparazione in quel momento. Adesso non posso permettermi degli errori. Voglio arrivare all’incontro al 100%, senza dubbi per la testa. Chiederò alla UFC di farmi combattere con Ryan non appena potrò allenarmi correttamente in palestra.

Hai molti fan in tutto il mondo. Hai un messaggio per loro?

Ringrazio tutti quelli che mi seguono dall’Italia e dal resto del mondo! Apprezzo molto il vostro sostegno e mi batterò per voi. Adoro mostrare il mio talento, condividere la mia energia e riceverla da voi. Alla fine siamo tutti legati dall’amore per qualcosa: io amo fare questo sport e voi amate guardarlo. Sono sicuro che il mio prossimo combattimento non vi deluderà, perché distruggerò tutto! (ride)

A cura di Ernesto e Giulio Piane

FULL INTERVIEW IN ENGLISH

UFC – A few days ago we finally managed to set up a date with Johnny Walker to ask him some questions about his past and of course talk about his future plans. It wasn’t easy because of the coronavirus and also because of his travels around the world. We really appreciate that Johnny found some time for us (we owe you at least a couple of beers!). Here’s the transcript of our long skype call.

Hi, Johnny, how are you?

Hi guys, I’m great thanks! How are you guys doing in Italy?

Yeah, everything’s fine. Things are getting better day after day.

I’m really happy to hear that!

Ok, let’s start with the first question. Can you give us your thoughts about the covid-19 emergency and how it is changed your everyday life and training?

It’s really scary, many people died and Brazil is the second country in the world for victims. Right now is starting to get better anyway. I moved in Montreal, and I was there when everything changed. I stayed home as government said, but sometimes I trained also in the gym because the owner left me the keys and I kept practicing also my Muay Thai at my coach house that is just at 30 minutes from here and also some Ju-Jitsu. I did what I could do to keep in shape and get ready for the next bout.

How this crisis is affecting Brazil in this moment?

The economy is really not good at the moment, many shop closed also before the coronavirus, so the crisis is really big right now. I think the government acted in a very f***ed up way, for example they did some big structures to increase the spots for sick people but almost all of them are not working and not completed. That’s for sure has some implications with the corruption and people that only wants to earn money from this crisis and not help people.

You’re for sure one of the most talented prospect in the light heavyweight division, you gave to fans always great performances. Do you want to share with us some thoughts about your last bout?

Sure, my last fight was against a very tough guy, a real good overall fighter. Nikita and his team did a very good job with gameplan, he knows I’m very dangerous in striking so he only wanted to fight on the floor. Honestly he didn’t hurt me, I wasn’t injuried at all after the fight, he wanted to keep me down all the time and win with a decision. I also think that I wasn’t at 100% for that fight, there were a lot of things goin on in my life at the time and my body wasn’t sharp enough, I really think I could have done way better with a bit more time and training. That gave me anyway a very good feeling even if I lost, because if a very good fighter like Nikita couldn’t damage me enough when i was not at my best, it makes me confident about my potential.

Recently you changed team. Can you tell us how do you feel now? How it changed your training and approach to the fight?

I changed many things in my life, included my team because there were some problems, before and after Corey fight. Anyway, I don’t want to talk about this, because for me it’s the past. These problems mentally screwed me because I wasn’t in the fight against Corey. There were a lot of troubles going on in the backstage. So, after this I started to work with Firas Zahabi. Things changed right away. I feel like he really believes in me. Even though I lost my last fight, I feel like I’ve improved a lot mentally. Firas has helped me a lot and taught me a lot of tricks on how to stay focused and I am improving day after day. What I want now is to become part of Tristar Gym, I need this, I don’t want to run around the gyms anymore, I want to train full time there, work together and trust each other to build my career. That’s what I’ll bring with me in every fight.

In 2018 you competed in Dana White’s Contender Series, winning and getting a contract in UFC. Can you tell us the story of this journey?

First of all, this is how dreams coming true. I really work hard for that! The first country I moved to was Scotland. It was a really bad situation, because I didn’t speak English, besides, I had no job and no sponsor. So, I booked three fights in a month and a half, to survive somehow. That’s really crazy, it doesn’t take much to figure out. So, I won these fights against tough opponents and I get 2 belts in 2 different divisions without a proper training. I remember doing a lot of running, punch bag, I’ve been to some gym to do sparring etc. I literally did everything I could. After all these things, I got the contract for the Contender Series. I won that fight and I get the contract for UFC, and I finally had a breath. That was an amazing feeling and in that moment I was very proud of myself. Now I want to keep working hard because I want to be a champion, and I know I’ve the potential to be that. I just have to keep working like this, it’s just a matter of time.

In the world of MMA many professional fighters declared that they aren’t paid enough. Can you tell us your personal experience and opinion about this?

I think the MMA are the biggest events right now. Honestly, we should get payed more. But I don’t feel that way about everyone. When you’re at the beginning and you do your first or second fight I think it’s fair, you’re paid enough. Because you need to prove to everyone that you deserve to be in the UFC. But for all those like me who have already had many bouts, also performance bonuses, and have shown to deserve this, I think those should be paid more. Let’s not forget that we do a very dangerous sport and every match could be our last. We take a lot of hits to the head, damage that we may not be able to see immediately but that will appear when we get older. So, you never know what’s gonna happen, even when you retire. I know of many fighters who were cashless after their careers, even though they had given body and soul for this sport. I will repeat this again and again: a good fighter should be paid more.

If you were asked to choose your next opponent, who would you like to call out?

I don’t have any names for you right now, but I’d really like to fight someone ranked between 15th and 8th position. Now I’m ranked 11 so someone 2-3 position higher or less than me. I don’t want to choose; I just want to have a big challenge. I need a victory to start over again, also to get people’s trust back. This quarantine was good for me. I really needed a period like this. I had time to think and to let my body rest, to recover my energy and to believe in myself. I think I’m stronger than ever.

Finally, the long-awaited “Fight Island” has been announced. What are your thoughts about that? Will you fight in the Island if they call you?

I’m very excited and I really want to fight there, it’s looks like Battle Royale (laughs). Actually, the UFC offered me a match against Ryan Spann, I really wanted to fight him, but I had to say no because I’m not able to do a proper training camp right now and I don’t want to make mistake. I want to get to the fight at 100%, with no doubt in my mind. I’ll ask the UFC to let me fight Ryan as soon as I can train properly in a gym.

You have a lot of fans around the world, do you have a message for them?

Thank you so much to my fans in Italy and around the world. I really appreciate your support and I will fight for you guys! I really like to show my talent, to share my energy and receive it back from you. This is about spread love, I love to do this sport and you love to watch it. I hope you’ll enjoy my next fights because I’m going to destroy everything! (laughs)

Written by Ernesto & Giulio Piane

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