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Interviste

UFC, Oleynik in esclusiva a TuttoMMA: “Ho combattuto senza guanti e paradenti”

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UFC – Aleksej Olejnik è una vera leggenda, uno degli ultimi pilastri della vecchia scuola del nostro sport preferito. Un vero duro, forgiato con ferro sovietico e con un numero incredibile di incontri alle spalle. Intervistare lui, “The Boa Constrictor”, è stata un’esperienza folle. Forse dalle risposte trascritte non si nota, ma è proprio il modo di fare, il suo pesantissimo accento ma anche il modo giocoso e simpatico con cui ci rispondeva che ha reso tutto estremamente vivo e unico.

Grazie mille Aleksej, al tuo arrivo in Italia conta pure su di noi!

 

Ciao Alexey, grazie per il tuo tempo. Prima di tutto, come stai?

Ciao ragazzi, grazie sto bene, in questo periodo sono alle prese con la riabilitazione del braccio perché dopo l’ultimo combattimento ho dovuto sottopormi ad alcune operazioni. Nuovi infortuni si sono aggiunti ad un problema alla spalla che mi porto dietro da tanto tempo. Quindi era il momento di risolverlo per sempre!

Dov’eri quando è scoppiata questa pandemia? Può dirci come questa crisi mondiale ha influenzato la sua vita quotidiana e i tuoi allenamenti?

Ero negli USA quando è cominciato. Si, la pandemia ha colpito tutti e non è stato un problema solo per il mondo dello sport, ma ha colpito ogni tipo di persona e professione. Certo, la mia vita è cambiata, i miei allenamenti e la preparazione, ma penso che se sei un vero combattente puoi allenarti ogni giorno e ovunque con la stessa passione, nonostante tutto.

Poco tempo fa, il presidente Putin ha dichiarato di avere un vaccino “russo” per il Covid-19. Cosa ne pensi di questa notizia? In che modo questo virus ha colpito la Russia?

Sì, l’ho sentito. Penso che non sia importante dove venga scoperto questo vaccino. Può essere prodotto in Germania, Russia, Cina, USA. L’importante è che funzioni e che sia disponibile per tutti. Non è importante il colore della pelle, se sei un uomo o una donna. Questo virus è un nemico di tutti gli esseri umani. Spero che il vaccino arrivi al più presto.

Nonostante la sconfitta, hai fatto un’ottima performance. Può dirci qualcosa in più sul tentativo di sottomissione? Cosa non ha funzionato?

Di solito non mi piace parlare dei combattimenti passati, per me è una vittoria o una sconfitta, le altre cose non contano. Ho avuto qualche problema prima del combattimento, soprattutto con il peso corporeo! Arrivavo intorno ai 100 kg ed è stato sicuramente un fattore importante, ma è solo una parte di tutta la storia. Non ho mai cercato scuse nella mia vita, io la vedo così: Semplicemente Dio non mi ha dato la vittoria questa volta, tutto qui.

Prima di entrare in UFC, hai combattuto molti incontri in altri eventi minori. Secondo la tua esperienza, cosa pensi sia necessario avere per sfondare in questo sport?

Sì, ho combattuto molte altre piccole promotion. Alcune con regole così estreme che molti atleti non accetterebbero mai (ride). Ritengo che i momenti più difficili siano stati quando ho combattuto senza guanti e paradenti, a volte anche senza regole e restrizioni di peso. Però ho sempre superato tutto ed eccomi qua! Combatto perché adoro la lotta, a volte ero sfavorito e a volte no, fa parte della vita di un combattente. Se non sei pronto ad affrontare ogni tipo di avversario in qualsiasi situazione non sarai mai tra i migliori né tantomeno una leggenda.

Quale credi sia una delle differenze che caratterizza di più le MMA professionistiche di oggi rispetto a quando hai iniziato tu?

Una delle differenze maggiori è che quando ho iniziato io non era importante quello che dicevi. Mi riferisco soprattutto al trash talking. Anzi, era considerato una cosa molto brutta e non professionale. Quando le MMA non erano mainstream, ciò che contava era la sola brutalità e il modo in cui si batteva l’avversario. Ora è importante solo quello che si dice sui social. Più si parla male degli altri e più sei interessante agli occhi di tutti.

La tua longevità e la tua passione per questo sport sono ammirevoli. Può dirci quali sono stati i ricordi più emblematici del tuo lungo viaggio?

Certo, ho molti ricordi ed è difficile sceglierne uno solo, soprattutto perché molti dei miei combattimenti sono di tanti anni fa (ride). Mi torna più semplice scegliere un anno. Forse il 2013 è uno dei miei preferiti da ricordare della “vecchia scuola” delle MMA. Quell’anno ho combattuto e vinto contro alcune leggende di questo sport come Jeff Monson in Ucraina e Mirko “Cro Cop” Filipovic a Mosca. Non dimenticherò mai quegli eventi e il rumore assordante della folla. Posso dire che negli ultimi anni ricordo con soddisfazione i combattimenti contro Mark Hunt, Travis Brown e Fabricio Werdum. Tante lotte, ricordi straordinari.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, dentro e fuori dall’ottagono? Chi pensi possa essere il tuo prossimo avversario?

I miei piani? Combattere! Adesso devo concentrarmi sulla mia riabilitazione e poi tornerò nell’ottagono. Per quanto riguarda il mio prossimo avversario voglio dirvi una cosa che non tutti sanno: non lo scelgo mai. Molti atleti amano scegliere con intelligenza i loro avversari, lo fanno per guadagnare soldi facili o per scalare la classifica. Io non sono così. Quando parlo con la UFC dico solo questo: “Datemi l’avversario più pericoloso, più grande e più forte che potete“. A volte vinco, a volte perdo, ma è così che funziona. Questo è il mio modo di vivere lo sport.

Ok Alexey, siamo arrivati all’ultima domanda di rito. Sei mai stato in Italia? Hai un messaggio per i tuoi fan italiani e per i lettori di TuttoMMA?

Vi sembrerà folle, ma non sono mai stato in Italia! Ho molti amici italiani e sono tutte persone fantastiche. Il vostro paese è celebre in tutto il mondo, ricco di storia e cultura e vi prometto che verrò presto a trovarvi. Che sia per dei seminari o delle masterclass o venire solo come turista, ma lo farò! A tutti i miei fan italiani auguro di rimanere in salute e forti come non mai. Mi rivedrete presto dentro l’ottagono!

 

A cura di Ernesto e Giulio Piane

FULL INTERVIEW IN ENGLISH

UFC – Aleksej Olejnik is a true legend, one of the last columns of the old school of our favourite sport. A real tough guy, forged with Soviet iron and with an incredible number of fights in his career. Talking with him, the “Boa Constrictor”, was an amazing experience. Maybe you can’t see it from the transcribed answers, but it’s just the way he did it, his heavy accent but also the playful and nice way he answered us that made everything extremely so unique.

Thank you very much Aleksej, when you arrive in Italy you can count on us!

 

Hello Alexey, thanks for your time. First of all, how are you?

Hi Guys, thank you I’m good, now I’m doing rehabilitation for my arm because after my last fight I had to have surgery because some new injuries has added to an old shoulder problem. So it was time to fix it for good!

Where were you when this pandemic broke out? Can you tell us how this worldwide crisis has affected your everyday life and training?

I was in USA. Pandemic broke out this problem for everybody, but this problem wasn’t only for professional sportsmen, but affected every kind of people and professions. Of course, it changes my usually life, my training and camps, but I think that if you are a real fighter you can train every day and everywhere with the same passion despite of all.

A couple of weeks ago, President Putin declared that they had a Russian vaccine for Covid-19. What are your feelings about this news? How has this virus affected Russia?

Yes, I heard it. I think that is not important where this vaccine is being produced. It can be produced in Germany, Russia, Cina, USA. The important thing is that it works, and it will be available to everyone. Is not important the colour of your skin, if you are a man or a woman. This virus is an enemy of all human beings. I hope the the vaccine will arrive soon as possible.

Despite the defeat, you did a really good performance. Can you tell us more about the submission attempt? What didn’t work?

Usually I don’t like to speak about past fight, for me is a win or a loss and the other things don’t matter.  had some problems before the fight, my weight was 100 kg and it’s important but is only part of the whole. No excuses, like always. My God didn’t give me the victory this time, that’s all.

Before UFC, you fought many matches in other events. What do you think it’s necessary to have for make it in this sport?

Yes, I fought many other promotions before UFC. Many with different rules that many fighters won’t ever accept. The most tough experiences when I fought without gloves and mouthguard, sometimes also without rules and weight restrictions. I just fight for fight, sometimes I was underdog and sometimes not, is part of fight life. If you’re not ready to fight each opponent in any situation you’ll never be a legend.

How did competing in MMA come about? Do you feel that nowadays is different for newcomers participating in this amazing sport?

One of the most differences is that when I started was not important what you say, especially trash talk was considered a very bad thing. When MMA was not mainstream, what counts was brutality and how you finish your opponent. Now it’s only important what you say on social media, more you trash talk and more interesting you look to the fans.

Your longevity and passion for this sport are admirable. Can you tell us what you think have been the most iconic memories of your long journey?

Sure, I have a lot of memories and is difficult to pick a single one, especially because a lot of my fights are of many years ago. Maybe 2013 is one of my favourites to remember of “old school” MMA. That year I submitted legends of this sport like Jeff Monson in Ukraine and Mirko “Cro Cop” Filipovic in Moscow. I won’t ever forget those events and the sound of the crowd. I can say that in the last years I remember with satisfaction my fight against Mark Hunt, Travis Brown and Fabricio Werdum. So many fights, so amazing memories.

What are your plans for the future inside and outside the cage? Who do you think would be the best opponent in your next bout?

My plans? It’s fight! I’ve to focus on my rehabilitation and then I’m coming back in the octagon. I want to tell you something that not everyone knows: I never choose an opponent. Many fighters like to pick smartly their opponents, they like money fight or they like easy fight for their legacy. But when I speak with UFC I only say this: “Give me the most dangerous, biggest and strongest opponent you can”. Sometimes I win, sometimes I lose, but this is how I am. This is my way.

Have you ever been to Italy? Do you have a message for your Italian fans and readers of TuttoMMA?

It’s sound crazy, but I never been to Italy. I’ve many Italian friends and they are all fantastic people. Your country is famous and beautiful, rich of history and culture and I promise I’ll come soon to visit. It can be for seminaries or masterclass or I can just come as a tourist, but I’ll do it! I wish to all my Italian fans to stay healthy and strong. You’ll see me back soon in the cage!

Written by Ernesto & Giulio Piane

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