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Storie di MMA

Gli eroi di Vienna: ecco i due fighter di MMA intervenuti durante l’attentato (VIDEO)

MMA fighter turchi Vienna

VIENNA – Le MMA protagoniste nella tragica notte della capitale austriaca. Due fighter delle arti marziali miste si trovano coinvolti nell’attentato e mostrano una delle più grandi qualità di questo sport: il coraggio di non tirarsi indietro, quello che li ha portati a essere eroi nella vita reale.

Riassumiamo brevemente i fatti antecedenti alla loro entrata in scena. Alle otto di sera di lunedì, l’attentatore 22enne inizia la sua folle storia nei pressi della sinagoga viennese e armato di fucile d’assalto, spara a chiunque incontri per strada, ferendo 22 persone e uccidendone 4.

Mr. Ozen e Mr. Gultekin, questi sono i nomi dei fighter di nazionalità turca e religione islamica, si trovavano casualmente in uno dei bar della zona attaccata, a godersi un caffè prima dell’entrata in vigore del lockdown ordinato dal cancelliere Kurtz.

Di colpo si trovano nella mischia con gente che fugge spaventata, e spari che rimbombano e saettano nell’oscurità della tiepida notte viennese. Gultekin nota subito una signora anziana ferita che rientrava nella linea di tiro dei colpi e prende la decisione di raggiungerla per trasportarla all’interno del ristorante. Benché l’azione sia stata fulminea, l’attentatore se ne accorge e tira il grilletto colpendo il ragazzo sul polpaccio.

Nel parapiglia, i due immediatamente pensano di dirigersi verso la centrale di polizia per denunciare i fatti e descrivere il killer che avevano osservato mentre sparava sulla folla inerme. Altri spari li obbligano ad accucciarsi e a sgattaiolare via attraverso l’uscita della fermata della metro cercando riparo dietro a panchine e cabine telefoniche.

È in quel mentre che vedono un’altra vittima, un poliziotto austriaco con ferite di arma da fuoco, privo di sensi e sdraiato a terra. I due si ributtano nella baraonda, correndo il rischio di essere colpiti, per prenderlo e trasportarlo verso un’ambulanza che avevano sentito arrivare.

Nei primi secondi del video sottostante, vediamo i due giovani costretti a ripararsi tra i tavolini di un grosso chiosco della zona di movida viennese, proprio mentre cercavano di raggiungere il povero poliziotto esanime.

 

Al minuto 0.45 invece, vediamo il ristorante giapponese dal quale il temerario Gultekin è uscito rapidamente per trascinare la signora all’interno. Purtroppo la scia di sangue testimonia la gravità del momento vissuto.

Mr. Ozen racconta al quotidiano tedesco Bild:

“Abbiamo aiutato perché dovevamo. In quel momento non abbiamo pensato al pericolo, dovevamo fare qualcosa, dovevamo aiutare”.

E conclude dicendo:

“Noi turchi musulmani respingiamo ogni tipo di terrorismo. Abbiamo agito per l’Austria, per Vienna”.

Il giorno successivo alla tragedia, i due fighter delle arti marziali miste sono stati riconosciuti come eroi dall’ambasciata turca a Vienna, e premiati con una targa per aver rischiato la vita nell’atto di mettere in salvo i feriti. Anche il capo di stato turco Erdogan li ha contattati telefonicamente, ringraziandoli per il coraggio mostrato.

Nel male di questo momento storico tormentato da pandemia, scontri sociali e attentati terroristici, questo è un bel giorno. Le MMA sono riuscite ad allontanarsi da quell’angolo oscuro dove erano rimaste confinate dopo i fatti di Willy, venendo alla ribalta nell’attualità soccorrendo vite umane.

La verità più profonda è che non sono i film, i videogiochi, lo sport, in questo caso le MMA, a portare verso la follia le persone. Sta agli individui stessi scegliere se essere padroni del loro agire, dando, attraverso i loro valori, un senso all’esistenza propria e di chi gli sta intorno.

Nei fatti di Vienna è stato il turno dell’arte del combattimento, a tentare di scrivere una nota positiva tra le sciagure. Non è stato possibile dare un lieto fine alla vicenda, né salvare tutte le vittime, eppure le MMA in qualche modo hanno dato il loro contributo.

Come dice il nostro Alex Dandi:

“Queste sono le MMA che ci piacciono”.

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