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UFC Vegas 35, le pagelle: Petroski e Battle impressionano. Chikadze è pura poesia

pagelle ufc vegas 35

È calato il sipario all’UFC Apex. Tempo di pagelle e bilanci post UFC Vegas 35.

Le attenzioni di tutti i tifosi italiani erano tutte orientate su Alessio Di Chirico e sul match insidioso contro Abdul Razak Alhassan. Una sfida arrivata in short notice dopo l’infortunio di Khizriev e che si presentava con più di un’incognita viste le caratteristiche completamente diverse fra i due fighters. Molto più grappler Khizriev. Molto più striker invece Alhassan che lo ha dimostrato con un tremendo high kick dopo pochi secondi dall’inizio del match che ha spedito al tappeto Di Chirico.

Una vittoria importante per Alhassan, il quale era alla disperata ricerca di un successo per cancellare la striscia di tre sconfitte consecutive e salvare così la sua carriera in UFC. Il fighter nativo del Ghana, purtroppo per noi italiani, c’è riuscito nella maniera più spettacolare, meritandosi così un 8 in pagella. Senza voto invece Di Chirico, con tanto di rammarico per non aver avuto nemmeno il tempo di esprimere nell’ottagono il duro lavoro svolto durante l’ultimo camp. Davvero un peccato.

Archiviato con grande amarezza il match di Manzo, passiamo in rassegna le sfide andate in scena nella main card. In apertura abbiamo assistito ad un altro riscatto come quello di Gerald Meerschaert, uscito vittorioso contro Makhmud Muradov. Un successo arrivato nel secondo round con una perfetta rear naked choke che ha costretto alla resa il suo avversario. Voto 7 per il sempre sottovalutato Meerschaert. Voto 5 per Muradov, sorpreso dallo striking di Meerschaert che ha aperto la breccia per la decisiva finalizzazione.

Nel match successivo autentico show di Andre Petroski, uno degli atleti che più si è messo in mostra nell’ultima edizione del reality The Ultimate Fighter. Un dominio tecnico impressionante, soprattutto nel grappling, davanti al quale il suo avversario Micheal Gillmore non è riuscito quasi mai a trovare la giusta contromisura, capitolando poi definitivamente nel terzo round dopo un violento ground and pound. Voto 7.5 per Petroski. Voto 5 invece per Gillmore.

Subito dopo è toccato a Daniel Rodriguez e Kevin Lee continuare lo spettacolo. Occhi puntati soprattutto su Kevin Lee, talento caduto in disgrazia nelle ultime uscite. The Motown Phenom si è presentato tirato a lucido per questa sfida, sicuro in futuro di poter dire la sua anche in ottica titolo. E invece è incappato in una sconfitta per decisione unanime nonostante un’ottima propensione soprattutto nel ground game. Molto più pericoloso nello striking Rodriguez, il quale ha piazzato i colpi più significativi strappando così la vittoria e il nostro 6.5 in pagella. Voto 5 invece per Lee, risultato ancora una volta talento incompiuto.

Le successive due sfide hanno coinvolto i protagonisti del reality The Ultimate Fighter. Nella finale dei pesi gallo ad avere la meglio è stato Ricky Turcios che si è portato a casa vittoria per split decision e titolo di campione bantamweight della 29esima edizione del TUF battendo Brady Hiestand. Contesa comunque combattuta e molto equilibrata, ecco perché ci sentiamo di dare un bel 7 a entrambi per lo spettacolo offerto.

Nel co-main event invece spazio alla finale dei pesi medi. A vincere è stato Bryan Battle con una rear naked choke nel secondo round ai danni di Gilbert Urbina. Un Battle che aveva inizialmente patito la partenza sprint di Urbina, salvo poi rimanere comunque nel match e ribaltare il tutto nella seconda ripresa. Voto 7 per il campione dei middleweight della 29esima edizione del TUF. Voto 5.5 per Urbina.

La lunghissima nottata all’insegna delle arti marziali miste targate UFC è culminata poi con l’attesissima sfida fra Edson Barboza e Giga Chikadze. I due fighters hanno mantenuto le premesse della vigilia fronteggiandosi in uno scontro in piedi fatto di striking sofisticato e grande tecnica. Una partita a scacchi che ha visto inizialmente Barboza imporsi con i low kick e Chikadze invece con il jab e i suoi proverbili middle kick.

Dopo una prima fase di studio il georgiano ha cominciato ad alzare il ritmo piazzando sequenze sempre più aggressive che gli hanno permesso di aggiudicarsi i primi due round. Una crescita progressiva che ha fatto vacillare in due occasioni Barboza nel terzo round fino al definitivo TKO che ha posto fine alla contesa.

Prestazione monstre per Chikadze, sempre più vicino alla figura di atleta in grado di unire spettacolo ed efficacia come pochi attualmente in UFC. Nel prossimo futuro bisognerà fare necessariamente i conti con quest’uomo nella divisione dei pesi piuma. Nell’attesa il nostro 9 in pagella per lui è più che sacrosanto. Voto 4 invece per Barboza, partito bene ma poi calato inesorabilmente alla distanza davanti all’ascesa e alla personalità di un super Chikadze.

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