Domande improbabili e dove trovarle. Guida semiseria per i casual delle MMA

Domande improbabili e dove trovarle. Guida semiseria per i casual delle MMA

6 Settembre 2022 0 Di Giuseppe Albi

Ogni volta che un atleta italiano raggiunge il picco sportivo e si ritrova a competere in una finale o in un evento importantissimo, viene seguito inevitabilmente da una fetta di pubblico molto più ampia rispetto a quella solita.

Accade un po’ per tutti gli sport ed è riconducibile alla portata mediatica alla quale sono esposti l’evento e di conseguenza lo stesso atleta.

Se da una parte questo è un bene perché influisce sulla crescita della disciplina, soprattutto in termini di visibilità, dall’altra è altrettanto scontato che il marasma mediatico che si viene a creare richiami al suo interno anche una fetta importante di casual fan che si affacciano, spesso in maniera totalmente disinteressata, alla finestra della conoscenza.

Ne viene fuori così una lunga sequenza di errori (anzi sarebbe meglio dire orrori) che si perpetuano da anni quando si verifica tale invasione dei mondi e che per semplicità possiamo raggruppare in due grandi macroaree.

La prima è riconducibile a quella del pianeta dei fan hardcore, i quali si scagliano con veemenza contro i casual finendo col fare del male al loro stesso mondo nel tentativo di salvaguardare la specie.

La seconda è quella riconducibile al pianeta degli stessi casual, i quali non si sforzano minimamente di comprendere le dinamiche del nuovo ecosistema dove sono incautamente sbarcati.

Essendosi verificata anche questa volta tale guerra interstile vista la presenza degli italianissimi Marvin Vettori e Alessio Di Chirico all’evento UFC svoltosi a Parigi, ho deciso di raccogliere e di rispondere una volta per tutte alle domande che di solito vengono fatte in queste occasioni da amici, parenti e sconosciuti sui social.

L’obiettivo è quello di chiarire, in maniera univoca, tutte le perplessità (anche surreali) dei casual fan e allo stesso tempo di strappare una risata a quelli più hardcore, ai quali consiglio di mettersi l’anima in pace: restare abbracciati, farsi crescere i baffi e masticare tabacco non farà tornare in attività né Chuck Liddell, né Dan Severn.

Ringrazio quindi in anticipo tutti coloro che hanno ispirato questo articolo con le loro domande e vi auguro una buona lettura.

– DOMANDA TIPO 1: MA NON MUOIONO CON TUTTI QUEI COLPI?

È decisamente la domanda madre di tutti gli sport da combattimento. Ai più può sembrare anche legittima vista la brutalità di alcune azioni. La risposta comunque è: NO.

Ovviamente non è necessario avere una laurea in medicina per capire che l’esposizione a colpi, leve o strangolamenti sia deleteria alla salute umana. Ma le percentuali di atleti deceduti in seguito ad un combattimento sono bassissime.

Per allargare il campo e per far meglio comprendere tutto questo, i numeri ci dicono che è più probabile morire sbranati da uno squalo o colpiti da un fulmine piuttosto che su un ring o in una gabbia.

Quindi state tranquilli, all’inizio può sembrare uno spettacolo triviale, ma se riuscite a superare questa fase e a cogliere il fascino atavico che si cela dietro ad uno scontro fra due essere umani, allora apprezzerete di sicuro.

 

– DOMANDA TIPO 2: MA NON C’È IL COLPO DELLA MORTE?

Anni e anni di film provenienti dall’oriente ci hanno fatto intendere che alcune persone, dopo una serie di tragici allenamenti e di torture marziali, siano capaci di provocare la morte ad altri essere umani semplicemente con un singolo tocco magico.

Nel libro “La Forza Tranquilla” del Maestro Federico Tisi c’è un capitolo specifico che spiega il perché sia fortemente consigliato abbandonare questi preconcetti per avvicinarsi nel modo migliore alla pratica marziale.

E anche a quella prettamente da spettatore, mi viene da aggiungere, perché al giorno d’oggi, con i mezzi comunicativi di cui disponiamo, è incredibile come ci sia ancora tutta questa disinformazione.

Ancora una volta, per semplificare il tutto, la risposta quindi è: NO, non ci sono “Dim Mak” o tocchi della morte.

 

– DOMANDA TIPO 3: SE MIKE TYSON TIRA UN PUGNO AD UN LOTTATORE LO AMMAZZA?

Sì, è vero. Lo spettatore casual è ossessionato dalla morte. Ne ho riportate qui di seguito tre di domande, ma sarebbero state molte di più sul tema.

La risposta è parzialmente contenuta in quella sopra relativa al tocco della morte. Ovviamente il pugno di un pugile non fa benissimo alle attività cognitive. Nell’iconografia mondiale poi il pugno di Tyson è probabilmente paragonabile ad un’arma di distruzione di massa.

C’è da specificare innanzitutto che nelle fasi di un combattimento è estremamente raro che l’impatto arrivi con tutta la forza e su un avversario totalmente scoperto. Come se fosse un punchball per intenderci.

Anche quando questo succede tuttavia le statistiche ci dicono che non è il singolo colpo a incidere su eventuali danni cerebrali, ma la totalità dei colpi ricevuti. Più è alta e più il rischio è maggiore, soprattutto se a questo si aggiunge la disidratazione.

 

– DOMANDA TIPO 4: QUEL FIGHTER PERCHÈ NON FA MALE?

Ogni volta che sento questa frase mi viene sempre in mente l’amico Dario Morello, pugile professionista pluricampione italiano, nonché uno dei più quotati sulle scene internazionali. Anche Dario infatti viene etichettato a volte così per via del suo stile prettamente tecnico.

Un’autentica blasfemia, soprattutto quando probabilmente non si è mai ricevuto un pugno nella vita. Da Dario fortunatamente (per conferma chiedere ai suoi avversari) ma anche da qualsiasi altro fighters professionista.

La differenza è tutta nello stile di combattimento e nelle caratteristiche fisiche di ognuno. C’è chi è più propenso a sfruttare movimenti elusivi e chi invece incassa e aspetta il momento giusto per colpire. Chi cerca il counter striking e chi invece attacca a testa bassa. Però, nella totalità, è giusto che lo sappiate: TUTTI I FIGHTERS FANNO MALE!

 

– DOMANDA TIPO 5: CHI VINCE IN ONE CHAMPIONSHIP E BELLATOR POI VA IN UFC?

One Championship, Bellator, UFC e altre vengono definite promotion. Ognuna ha un roster di atleti che competono nelle rispettive categorie di peso. Sono molti i casi in cui gli atleti sono transitati da una promotion all’altra, ma i risultati non garantiscono necessariamente il passaggio.

Per usare una metafora calcistica: è come se Inter o Milan andassero a giocare nel campionato inglese o spagnolo.

Quindi: NO, CHI VINCE IL TITOLO IN ONE O BELLATOR POI NON VA NECESSARIAMENTE IN UFC.

 

– DOMANDA TIPO 6: DOVE SI VEDE IL MATCH E A CHE ORA?

Un tempo c’era la guida tv cartacea. Poi è arrivato il televideo. Ora esiste uno strumento chiamato “internet” dove è possibile sapere in tempo zero ogni tipo di informazione. Eppure pare che per molti sapere dove un match verrà trasmesso e, soprattutto l’ora, siano operazioni ad altissimo coefficiente di difficoltà.

La leggenda narra che sia più facile chiedere queste domande ai telecronisti (l’amico Alex Dandi ha la posta piena di persone determinate ad usarlo come guida tv), o addirittura agli stessi fighters!

Un po’ come se per sapere l’orario del derby fra Milan e Inter scrivessimo un bel messaggio su instagram a Ibrahimovic o a Lukaku.

Per dare comunque una risposta, sempre in termini generali, oggi in Italia le MMA vengono trasmesse in italiano su DAZN (UFC), Mola TV (Bellator e PFL) e Eleven Sports (One Championship).

Queste emittenti trasmettono anche altri sport da combattimento come pugilato, kickboxing, muay thai e grappling. Ogni riferimento in merito a date di eventi e orari di trasmissione sono disponibili sui siti e sui canali ufficiali delle stesse.

 

– DOMANDA TIPO 7: MA PERCHÈ VETTORI NON COMBATTE CONTRO MCGREGOR?

Negli sport da combattimento i fighters vengono divisi in categorie di peso. Per regolamento (e per buonsenso) si può combattere solo con atleti appartenenti alla stessa categoria.

Vi sono ovviamente alcune rare eccezioni, come nel jiu jitsu per esempio, dove oltre che nella propria categoria, si può partecipare anche all’assoluto, il torneo senza limiti di peso.

Generalmente però si combatte solo contro atleti dello stesso peso. Per rientrare nelle categorie i fighters seguono una dieta specifica e, prima di un match, si sottopongono a quello che nel gergo viene definito “taglio del peso”.

Per saperne di più vi consiglio di leggere l’approfondimento realizzato insieme al dottor Roberto Scrigna sul tema della nutrizione negli sport da combattimento.

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– DOMANDA TIPO 8: MA UNO MUSCOLOSO È PIÙ FORTE A PICCHIARE?

Questo è un altro dei classici stereotipi che si sono diffusi nell’immaginario collettivo dopo anni e anni di film con protagonisti attori super muscolosi. È bene sapere però che non sempre un’eccessiva ipertrofia corrisponde ad un successo annunciato in un combattimento.

I muscoli dei fighters infatti sono plasmati per combattere e non per funzioni estetiche e quindi sono costruiti secondo specifiche preparazioni che sono totalmente diverse, per esempio, da quelle di un bodybuilder.

Anche in questo caso il consiglio è di leggere un approfondimento sul tema realizzato insieme al preparatore atletico Edoardo Pricca.

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– DOMANDA TIPO 9: EH MA AVEVI DETTO CHE AVREBBE VINTO “TIZIO” E INVECE HA PERSO. COME MAI?

Gli sport da combattimento, soprattutto le MMA, sono da considerare come le discipline più imprevedibili al mondo.

Difficilmente si assisterà infatti ad un match altamente squilibrato come succede per esempio in altri sport dove si compete contro tutti. Come nel calcio per esempio, o nel basket, o ancora nelle competizioni motoristiche.

Negli sport da combattimento, se il matchmaking è serio, ci si ritrova ad osservare una sfida fra due persone accomunate dallo stesso livello. È estremamente difficile quindi tracciare un pronostico.

Se a tutto questo si aggiunge che si tratta pur sempre di un confronto fisico dove un colpo o un errore possono cambiare le sorti di un match in una frazione di secondo beh, non è difficile comprendere quanto realmente difficile sia fare un pronostico.

Gli unici ad essere esenti da tutto questo sono ovviamente i nostri fratelli della Odds Squad, autentici specialisti del campo grazie alle loro visioni da Paura e Delirio a Las Vegas.

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– DOMANDA TIPO 10: MI RACCONTI LA STORIA DI…?

È la domanda che mi fa maggiormente piacere e che mi fa compiere voli pindarici su un futuro a noi sconosciuto in cui frotte di bambini si riuniscono davanti a vecchi dalle dita storte, o con il naso da pugile, o ancora con le orecchie a cavolfiore, per ascoltare storie di fighters invece delle classiche fiabe.

In attesa di questo mondo distopico dove le gesta dei grandi campioni finalmente vengono insegnate nelle scuole, vi rimando agli speciali da me realizzati per la rubrica PROFILO GUERRIERO, e alle storie sempre avvincenti di Riccardo Colella.

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– DOMANDA BONUS FUORI CLASSIFICA: LE MMA SONO FINTE?

Rullo di tamburi….BOOM!

Penso che questo sia il quesito più divertente che mi sia mai stato posto e che faccia comprendere allo stesso tempo anche quanto possa essere distorta la percezione di un neofita che si affaccia per la prima volta al cospetto di questo sport.

Una delle maggiori argomentazioni a sostegno della tesi è relativa al fatto che, una volta a terra, i fighters spesso si rifugino nella lotta invece che continuare a picchiarsi. Scene che, a torto o a ragione, ai casual possono sembrare simili a quelle viste nel wrestling entertainment della WWE.

Seppur possa sembrare superfluo, la risposta è: NO, LE MMA NON SONO FINTE.

I colpi sono veri, il sangue è vero e soprattutto il dolore è vero. Se si finisce a terra poi entra in gioco un nuovo confine del combattimento che ha nel suo principale interprete il brazilian jiu jitsu, un’arte marziale che permette a chi la padroneggia innanzitutto di difendersi a terra, e poi anche di attaccare con leve articolari, soffocamenti e strangolamenti.

Quindi sì, sono mosse vere. Chi sviene non fa finta, e chi lamenta un dolore al gomito, a un ginocchio, a una caviglia o in qualsiasi altra parte del corpo probabilmente ha una lesione.

In conclusione: NO, le MMA non sono finte e il video qui sotto penso possa essere esplicativo in tal senso.