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Storie di MMA

UFC, GSP: “Da Renzo Gracie mi distrussero nel BJJ, stavo per mollare le MMA”

UFC – Credo che tutti noi, quando pensiamo ai nostri fighter preferiti, più o meno inconsciamente tendiamo a rappresentarceli come esseri indistruttibili e temerari. Delle semi-divinità greche contro cui cose triviali come infortuni, paura, dubbi e bollette da pagare non possono nulla.

In realtà, gli atleti professionisti devono affrontare le stesse prove e sofferenze che tutti i dilettanti ben conoscono, e l’unica qualità in grado di spingerli fuori dalla moltitudine delle giovani promesse non mantenute è la forza di volontà. Questo vale anche per i campioni, cioè quei pochissimi che nel mondo del professionismo riescono ad imporsi come dominanti battendo i migliori uno per uno.

George St-Pierre, a lungo campione dei welter UFC e considerato uno dei migliori pound for pound in assoluto, è sempre stato molto aperto rispetto alle sue insicurezze come fighter professionista, ed in una recente intervista ad MMA TRUFAN ha raccontato un episodio illuminante avvenuto all’inizio della sua carriera.

Alla corte di Renzo Gracie: un bagno di umiltà

St-Pierre, allora sedicenne, iniziò a frequentare la Renzo Gracie Academy e la sua prima esperienza sulla materassina stava per fargli abbandonare ogni velleità sul suo futuro come fighter.

Mi misero a fare sparring con Shawn Williams e mi ricordo che mi fece battere cinque volte in cinque minuti. Riuscì anche a chiudermi una gogoplata. Non sapevo neanche cosa fosse una gogoplata ai tempi, sapevo solo che stavo soffocando e che se non avessi battuto sarei svenuto. Per la prima volta qualcuno 6 o 7 kg più leggero di me mi aveva fatto il culo.

Mi sono sentito sopraffatto. Non capivo cosa fosse successo con il gi. Provavo a sfruttare la mia forza ed il mio vantaggio fisico, ma non funzionava. Shawn stava letteralmente giocando con me. Dopo la lezione mi sono detto “non sarò mai bravo come questo tizio. É bravo da non crederci.

“Dai la cera, togli la cera”

Con grande sportività, Williams spese delle parole di incoraggiamento per il giovane GSP dopo la loro sessione di sparring.

Mi diede una pacca sulla spalla e mi disse “Vedi, il jiu-jitsu è come gli scacchi. Tu sei forte ed un ottimo atleta, ma io ho molta più conoscenza di te e questo è il motivo per cui ti ho battuto così facilmente. Se continui ad allenarti con noi, un giorno sarai a questo livello anche tu.”

Subito dopo feci un altro ragionamento: il mio livello doveva essere davvero terribile, perché Shawn mi aveva distrutto facilmente, ma mi aveva anche raccontato come Renzo lo distruggesse facilmente a sua volta. In poche parole, capii che se  un giorno avessi voluto diventare un professionista e vincere qualcosa avrei dovuto fare un sacco di lavoro.

I dubbi sul futuro

Sulla strada del ritorno da New York a Montréal, i dubbi sulle proprie capacità continuavano a tormentare il giovane GSP.

Avevo sette ore di strada davanti a me ed un sacco di tempo per pensare. Mi sembrava impossibile raggiungere quel livello e stavo per mollare in quel preciso istante. Cazzo, come faccio a fare quello che devo fare?

St-Pierre ha dovuto affrontare gli stessi demoni ben noti a coloro che cercano di fare dello sport una carriera. Il bagno di umiltà subito alla Renzo Gracie Academy è diventato così un momento di svolta per il futuro campione multidivisione UFC.

Mi sono detto “Fanculo, tornerò lì, mi farò il culo ed imparerò quello che c’è da imparare“. Sono stato brutalmente spinto fuori dalla mia comfort zone, non c’era altro da fare se non tornare lì, abbandonare il mio ego ed imparare. Allenarmi con i migliori e fare tutti i sacrifici che mi erano richiesti.

 

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