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Storie di MMA

Osservatorio TuttoMMA: l’analisi della redazione su Adesanya vs Paulo Costa

TuttoMMA – La passione che circonda le arti marziali miste genera discussioni e analisi. Se a tutto questo si aggiungono match attesissimi come quello fra Israel Adesanya e Paulo Costa beh, il dibattito è destinato a rovesciare i tavoli!

Anche la Redazione di TuttoMMA non è esente da tutto questo e come al solito non ci siamo risparmiati nei commenti. Fra battute, digressioni, riflessioni tecniche e anche un pizzico di trash talking (che non guasta mai) abbiamo deciso di rendervi partecipi di come viviamo i post match. Un punto di vista dall’interno che diventerà da oggi una rubrica attraverso la quale potrete schierarvi o meno con i nostri redattori dicendo la vostra nei commenti.

Siete pronti? E allora partiamo con il caporedattore:

Massimiliano Rincione:

Credo che Israel Adesanya sia stato in grado di approfittare dei difetti storici di Paulo Costa: lentezza, macchinosità e dinamismo a breve scadenza. Demolendolo coi low kick, “The Last Stylebender” ne ha minato irrimediabilmente la mobilità, distruggendolo successivamente con combo mirate, pulite ma ancora una volta poco spettacolari. Adesanya fa sembrare normale anche lo straordinario, unico appunto davvero un volume di colpi sempre troppo basso. Continuo a non apprezzarlo come striker nel senso più generico del termine. Ma siccome ha vinto prima del limite, bravo lui e cenere sul capo per me!”.

Tommaso Mangogna:

“Oggettivamente come striking applicato alle MMA non c’è gente più brava, come striker generale conoscendo i gusti di Massimiliano Rincione capisco cosa intende, poco spettacolare, molto elusivo e chirurgico, tanto counterstriking, buona potenza ma non troppo aggressivo, Silva dei tempi d’oro era sicuramente più incredibile da osservare, Israel è più concreto, anzi è concreto, molto della sua Kick è quella della scuola australiana/neozelandese mi ricorda anche John Wayne Parr, però attualmente non vedo per lui avversari in grado di impensierirlo troppo tranne un buon grappler/wrestler come Romero in serata e che fa il wrestler, con qualche match in più per capirne il valore complessivo Chimaev è un potenziale avversario in grado di batterlo”.

Livio Ricciardi:

“Una prerogativa di Israel Adesanya è quella di essere un ottimo counterstriker, lo si è visto durante la sua carriera e soprattutto nel match titolato con Whittaker. Costa è un brawler e facendo un paio di calcoli il risultato era prevedibile. Fatto sta che buona parte dei pronostici andavano comunque comprensibilmente al brasiliano, forte di una capacità di pressing allucinante ed una potenza esimia, quantomeno nei pesi medi. Adesanya si è dimostrato quello che è: un ottimo counterstriker, un calcolatore maniacale e ha portato The Eraser a lezione. Poche chiacchere, tanta concretezza”.

Giuseppe Albi:

“Io andrò oltre e dirò che questo è il miglior match di Adesanya fra quelli disputati fino ad ora in UFC. Prima della sfida con Paulo Costa anche io non l’ho mai apprezzato fino in fondo. Devo dire che questa volta mi devo ricredere. Mi aspettavo un Costa con gli occhi iniettati di sangue e con le mani pronte ad esplodere plutonio. E invece non è stato così e forse anche lo stesso Borrachinha è rimasto sorpreso di quanto sia stato reso inoffensivo. Sì, perché Paulo Costa è stato addomesticato da un gameplan scientifico e tremendamente lucido. Adesanya ha messo il suo mirino sulla gamba avanzata dell’avversario e l’ha distrutta pezzo dopo pezzo. Successivamente ha completato l’opera prima tenendo le distanze con il suo lunghissimo jab e le sue uscite in diagonali da manuale, poi colpendo d’incontro quando Paulo Costa si è ritrovato a gettarsi inevitabilmente per chiudere la distanza. Si dice che chi vince ha sempre ragione. Adesanya ha vinto due volte: contro Paulo Costa e contro tutti i suoi detrattori”.

Ernesto Piane:

“La dimostrazione che Paulo Costa è prevedibile come il conto dei caldaisti a ferragosto è arrivata in modo altrettanto crudele. Tutto questo hype ha solo causato il triste show mimico di Borrachinha durante il primo round e mezzo, forse per intrattenere il pubblico mentre Israel gli svitava la femoro-tibiale a calci, finché non è arrivato il solito counter strike preciso e affilato. Non sono un gran fan di Adesanya, ma la performance è stata brutalmente azzeccata, facendo deragliare un hype train goffo e mal tradotto. Del resto Costa si è guadagnato la chance solo per essere sopravvissuto a Romero senza assumere la forma di Super Sloth (e credo che i giudici premiarono proprio questo). Fa sorridere che senza nessun vero merito la sua quota fosse 2.2 mentre un tizio spaventoso come Jan Blachowicz era dato a 3.2 dopo essere passato attraverso gli avversari come una fatality di Scorpion. Ufc 253 è stata una figata, la card è stata talmente bella che mi sento anche di accettare la presenza tra i match della main di Vieira vs Eubanks”.

Renato Cipolla:

“Ragazzi Costa non è scarso paragonato al resto della divisione, è scarso paragonato ad Adesanya. L’ha fatto sembrare facile. Poi ci si mette anche il fatto che Costa ha uno stile che è perfetto per Adesanya e il fatto che Costa ha sbagliato completamente strategia. In molti si aspettavano una guerra. Per me era ovvio come sarebbe andata a finire. Per me quello che fa Adesanya è artistico, è fluido, è una danza. È cerebrale, sì, ma non è un calcolo, è un flusso”.

Simone Di Tata:

“Adesanya ha dimostrato ancora una volta di essere attualmente il miglior striker dell’intero roster UFC. Controllo della distanza, tempismo e precisione chirurgica gli hanno permesso di neutralizzare completamente uno dei fighter più temuti della divisione. Non c’è mai stata storia, e non per demeriti di Costa: The Last Stylebender è semplicemente troppo per chiunque in questo momento.
“There’s levels to this”.

Viljar Ujkaj:

“Un brawler che fa della potenza la sua arma principale contro un counterstker dalle lunghe leve? Col senno di poi, sembrava ovvio. Ma la potenza, la sicurezza, il record di Costa facevano presagire ad un match competitivo. Non è stato così. Adesanya ha incassato senza problemi gli high kick di Costa (unico pro dell’incontro del brasiliano) e poi ha chirurgicamente sfruttato tutte le aperture che ha visto per terminare il record imbttuto del suo avversario. Counterstking degno del miglior Lyoto Machida unito ad un grande killer instinct. L’incontro con Romero aveva fatto dimenticare a molti cos’è in grado di fare “The last stylebender”.

Riccardo Colella:

“Adesanya ha portato a casa una vittoria fondamentale, gestita in modo esemplare e frutto dell’ottimo lavoro fatto dal suo Team. Non è stata un’impostazione casuale ma ben mirata, studiata e gestita intelligentemente. È un lottatore che non incontra i miei gusti (anche per il troppo trash talking che non ho mai amato), ma è di un’intelligenza tattica e una duttilità fuori dal comune. Non si può negare che migliori a vista d’occhio, mentre Costa ne esca molto ridimensionato. A parte gli squallidi siparietti dove scimmiottava un Anderson Silva d’annata, torna a casa con la coda tra le gambe (ammaccate)”.

Gabriele Biasotto:

“Non credo che questo sia il livello che compete a Paulo Costa, che torna a casa ridimensionato e non credo si avvicinerà più a un match titolato. In sintesi, la mia idea è questa: per vincere, Costa avrebbe dovuto combattere in modo troppo diverso rispetto al suo solito, in termini di compostezza, volume dei colpi e forse facendo vedere il suo wrestling. Aggiungo che questo era il primo match UFC in cui Costa avrebbe dovuto combattere 5 round, il che forse lo avrebbe portato a gestirsi troppo, combattendo, ripeto, in modo radicalmente diverso rispetto alle sue abitudini. Adesanya non ha combattuto il suo miglior match, non ne ha avuto proprio bisogno. Quando Costa ha capito che il match gli era sfuggito di mano, Izzy ha approfittato della sua aggressività, come contro Whittaker. Vittoria di Adesanya da Adesanya, che spero affronti Cannonier. Sono piuttosto sicuro che un rematch con Whittaker (se è quello visto contro Till) andrebbe esattamente come il primo episodio”.

Marcello Califano:

“Totale, devastante, il nuovo volto di questo sport. Adesanya è stato il miglior Adesanya, Costa ha tentato di imitarlo con giochini mentali e faccette buffe che gettano un’ombra ancora più lunga sulla sua prestazione. Annichilito mentalmente e strategicamente dal nigeriano. Grande rammarico per l’assenza del pubblico. Con eventi del genere, si gettano le basi per un nuovo futuro per questo sport”.

Luca Antonozzi:

Paulo Costa ha finalmente trovato qualcuno che gli ha fatto pagare i suoi enormi limiti di fighter monodimensionale. Incapace di accorciare le distanza grazie alla magistrale gestione dell’ottagono di Adesanya si è scoperto incapace di produrre qualsiasi tipo di minaccia per il neozelandese, a cui è bastato un paziente lavoro di demolizione con low kick e calci obliqui per annichilire la mobilità del brasiliano. Se bastasse caricare gli avversari a testa bassa ed avere le mani pesanti per vincere i match ogni bullo di quartiere sarebbe campione del mondo. Grazie a Dio, ad alti livelli serve ben altro. Qualità come strategia, footwork, abilità tecnica, fight iq, creatività. Come diceva qualcuno, there are levels to this game. Costa a mio avviso è a malapena un top 15, e solo grazie a (dubbie) qualità fisiche sopra la media”.

Dariush Mardani:

“La carriera di Israel Adesanya continua a stupirmi sempre di più. La precisione chirurgica dei colpi e un intelligenza tattica straordinaria sono ormai il marchio di fabbrica di quello che può diventare il peso medio più forte di sempre. Ieri notte Izzy ha difeso la sua cintura con una prestazione eccezionale: ha annullato completamente lo striking di Paulo Costa con una lezione di kickboxing e ha dimostrato ancora una volta il suo “killer instinct” approfittando di un calcio alla testa ai danni di Borrachina per andare a finalizzare l’incontro. Dal suo debutto in UFC nell’aprile del 2018 ha conquistato 9 vittorie di fila, 5 Performance of the Night, 2 Fight of the Night, la cintura ad interim dei pesi medi e la cintura dei pesi medi con già due difese titolate. I limiti per il campione Adesanya semplicemente non esistono!”.

Angelo Cenni:

“Credo che la vittoria di Adesanya sia più che altro dovuta alla prestazione grigia di Paulo Costa. Quest’ultimo, a mio parere, aveva qualcosa che non andava, forse una mancata condizione fisica oppure la consapevolezza che la strategia studiata per affrontare il campione, non stava dando i risultati sperati. È vero che Adesanya è estremamente pericoloso con i colpi di rimessa, chiave di lettura del noioso match con Romero, tuttavia mi è parso strano che Paulo Costa non abbia tentato di caricare l’avversario come ha sempre usato fare in tutti i suoi incontri precedenti. Detto questo, c’è da ammettere che Adesanya è un campione di valore, non soltanto per le doti tecniche ma anche per quelle mentali, per la forza d’animo che dimostra di avere in ogni sua fight. Il suo striking può essere fatale, come in questo caso, e per quanto se ne voglia dire, è uno dei più pregevoli di tutta UFC. Ovviamente dopo quello della Shevchenko”.

Filippo Calascibetta:

“Match che ha creato tanto hype chiaramente. Adesanya ha mostrato la sua superiorità nello striking ed il suo elevato QI nel combattimento. Paulo Costa sviato, a mio parere, troppo a fare provocazioni – che gli stavano costando care – ma comunque un fighter in evoluzione. Una cosa è certa: il fighter nigeriano ha fatto il suo match, proprio come desiderava. L’attuale campione dei pesi medi rimane imbattuto ed al momento non vedo un valido avversario che può dargli del filo da torcere con la forma atletica che ha mostrato questa notte”.

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