Inside the Injury: ecco come Dustin Poirier ha demolito Conor McGregor

Inside the Injury: ecco come Dustin Poirier ha demolito Conor McGregor

28 Gennaio 2021 0 Di Ernesto Piane

Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questo articolo, poiché ero sicuro che molte riviste (e anche qualche collega) avrebbero affrontato immediatamente l’argomento. Il motivo è semplice: non mi piace creare doppioni, userò quindi questo pezzo per analizzare il danno, ma anche affrontare la dinamica del combattimento con qualche dettaglio in più e un piccolo focus sulla biomeccanica che spero troverete interessante.

 

UFC – UFC 257 è stata una card sorprendente, con match e finalizzazioni destinati ad essere visti e rivisti dagli appassionati. Tuttavia, per i fan di Conor McGregor è stata una notte molto dura. L’irlandese è stato messo KO per la prima volta in carriera, nonostante fosse sembrato estremamente efficace nel primo round, andando a segno con i colpi più pesanti al volto di “The Diamond” Poirier.

Tuttavia Dustin ha messo a punto, nel corso del primo round, una strategia precisa e incredibilmente efficace, che ha reso sempre più impotente e immobile l’atleta Irlandese. Fino a tempestarlo con la sua splendida e devastante Boxe.

L’analisi del Danno durante le fasi del match 

Dustin Poirier è una macchina da guerra: ha sferrato in totale 18 calci alla gamba destra di Conor con l’obbiettivo di fiaccarla e immobilizzarla. La maggior parte dei colpi è stata direzionata verso un’area laterale del ginocchio, nella quale passa il Nervo Fibulare comune. In questa zona il nervo è adagiato in un canale osseo aperto che si trova sulla testa della Fibula (osso lungo e sottile anche noto come Perone). Si tratta di un punto anatomico “debole” per ogni fighter, poiché a proteggere il nervo in questo breve tratto c’è solo un po’ di tessuto adiposo e la cute.

Come è stato già detto in diversi articoli, una serie di traumi in questa zona possono rendere quasi immobile e alterare la sensibilità della gamba colpita. Ma cosa succede effettivamente nel dettaglio?

Aprite il vostro account DAZN o il FightPass e guardiamo insieme alcune fasi fondamentali della progressione del danno.

Saltando la prima serie di calf kicks possiamo mettere il match a 0:50 dallo scadere del primo round. Qui vedrete il primo segno del successo della strategia di Dustin. Conor, dopo l’ennesimo calcio, cerca di avanzare con la gamba destra ma è costretto a compiere un doppio “passetto”, dopo pochi secondi arriva l’ennesimo calf kick e lo vediamo avanzare trascinando leggermente il piede in avanti. Se notate la parte anteriore del piede sembra essere “cadente” e Conor Mgregor  fa dei passi più lenti e goffi. Il motivo è il seguente: il danno al Nervo Fibulare impedisce il normale funzionamento di vari muscoli, tra cui il Tibiale Anteriore che normalmente ci permette di tirare su il piede prima di poggiarlo al suolo.

Questo fenomeno, che nel match vedete appena accennato, è chiamato in medicina “Steppage” nel quale il soggetto, nel camminare, alza il ginocchio più del normale in modo “goffo” per non far strusciare le dita al suolo. Tale deficit può essere causato, appunto, dal danno al Nervo Fibulare comune oppure da altre problematiche, come le ernie lombari a livello di L4-L5 (che impattano sulle le radici nervose spinali).

Nel secondo round si ha un altro segnale di pericolo: Conor sente sempre di più che la gamba non risponde come dovrebbe, al minuto 3:46 lo vedete saltellare come reazione alla progressiva perdita della normale funzionalità e al dolore oramai estremamente elevato. A questo punto capisce appieno la gravità della situazione e prova a spingere al massimo con l’intenzione di finire Dustin. Ma i calci continuano ad arrivare, alcuni più bassi del solito, e un grosso ematoma si nota sul muscolo Tibiale Anteriore, segnale che anche le fibre muscolari stesse sono oramai molto danneggiate.

Vi è un preciso momento in cui la strategia di Dustin diventa ancora più micidiale, e si tratta del minuto 2:50. Conor si avvicina e Poirier sferra un’ulteriore Calf Kick sfuggendo all’interno della guardia di McGregor e colpendolo in pieno volto, prima di far partire la tempesta di colpi che lo manderanno KO.

The Notorious è sempre stato uno striker eccellente e un fighter estremamente elusivo, ma l’ulteriore calcio lo ha letteralmente piantato al suolo. Infatti al danno del Nervo si è andato a sommare un danno diretto alle fibre muscolari del Tibiale anteriore, e un’altra funzione tipica di questo muscolo è proprio la rotazione interna del piede.

Questo è il danno combinato che ha causato l’impossibilità di girare rapidamente il piede destro, e quindi la guardia, verso Dustin Poirier, lasciandolo alla mercé dei suoi colpi.

-Una curiosità- Certo forse il match sarebbe terminato comunque dopo poco, ma se Dustin si fosse portato all’esterno della guardia di Conor McGregor? Sono convinto che l’irlandese avrebbe avuto qualche possibilità in più di seguire l’avversario velocemente con la gamba, posizionarsi e magari schivare il colpo. Visto che i muscoli adibiti a gestire la rotazione del piede verso l’esterno erano danneggiati in minor modo. 

 

Conseguenze post match, biomeccanica e valutazioni finali

Le dinamiche di come risponde il nostro corpo ai danni esterni sono affascinanti ma complicate, quello che ho elaborato poco più sopra è solo la parte più “superficiale” di un quadro davvero complesso. Ci sarebbe molto da dire sui processi fisiopatologici del danno muscolare e di quello nervoso ma li affronteremo prossimamente.

Per l’occasione mi sono confrontato con un caro amico Fisioterapista, Marco Calosi, capo d’equipe del Gardiens de la Paix di Parigi, esperto di biomeccanica che tratta quotidianamente soggetti con simili problematiche. Secondo la sua esperienza ci dice:

“La cresta tibiale è una delle protuberanze ossee più taglienti del corpo umano. Un fendente inflitto a carico dei tessuti molli con la buona forza e velocità d’esecuzione può provocare danni devastanti. Tutto dipende dalla distribuzione delle forze in seguito all’impatto: se la gamba di McGregor fosse stata sollevata dal suolo, senza il peso del corpo in appoggio sulla stessa, allora l’elasticità tissutale e il rinculo articolare avrebbero ammortizzato il colpo inferto. In questo caso però McGregor aveva nella maggior parte dei casi il piede destro a terra con una buona dose di carico sopra e quindi le forze non hanno potuto scaricarsi su altre strutture. Il risultato è inevitabile: l’energia si concentra su una superficie estremamente fine e tagliente come la cresta tibiale provocando dapprima una compressione che, senza ammortizzazione, può arrivare anche ad una lacerazione dei tessuti. Le conseguenze biomeccaniche, al di là del dolore, determinano una riduzione della funzionalità muscolare, specialmente del Tibiale Anteriore, che causa uno spostamento all’indietro del centro di pressione dell’individuo e quindi uno stravolgimento dell’equilibrio. In due parole: scacco matto!”

Conor adesso dovrà pensare soprattutto alla sua riabilitazione, che potrebbe durare anche alcuni mesi, a seconda dell’entità del danno (valutabile con esame ecografico o di risonanza magnetica) ma anche alla sua risolutezza e genetica. Se Conor McGregor fa sul serio aspettiamoci un ritorno nell’ottagono non prima di aprile-maggio.

 

 

 

A cura di Ernesto Piane & Marco Calosi