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MMA e politica. Rose Namajunas sul match con Weili Zhang: “Meglio morta che rossa”

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Il 24 aprile andrà in scena UFC 261. Una card stratosferica, che vedrà in particolare la cinese Weili Zhang mettere in palio il suo titolo di campionessa pesi paglia contro la ex detentrice Rose Namajunas.

Rose ci ha tenuto precisare che in questo match ciò che la motiva particolarmente è la politica e le sue origini lituane.

Prendendo spunto dalla lotta che il Paese fece per uscire dall’allora Unione Sovietica e dal Comunismo, ha tracciato un parallelo con la Cina, Paese di nascita della Zhang in cui vige proprio il regime comunista.

Non odio Weili, niente di simile, ma sento molto forte la responsabilità di questo match, non tanto per la mia avversaria come persona, ma per ciò che rappresentaha detto Rose in una trasmissione sul canale nazionale lituano – Sto solo cercando di ricordare sempre a me stessa il mio background, le mie origini, la mia famiglia e tutto il resto ovunque io vada. Per questo ho provato a far avvicinare il mio compagno di allenamento Chico Camus, alla storia lituana e alla sua lotta per la libertà. Abbiamo guardato insieme il film documentario “The Other Dream Team” (2012) cosi per farci una idea generale su quello per cui combattiamo. E cosi dopo averlo guardato abbiamo avuto sempre ben presente questo slogan: Meglio morto che rosso. Ripeto, nulla di personale nei confronti di Weili, ma questo è un enorme fattore motivazionale per me, è il motivo per cui combatterò, per la libertà e con la consapevolezza di Cristo. Ho sangue lituano e ho il sogno americano sempre in me, e tutti questi principi li porterò dentro l’ottagono”.

“Meglio morto che rosso” era uno slogan popolare usato negli Usa verso la fine degli anni ’50 con McCarthy Senatore, che durante la guerra fredda assumeva un tono piuttosto battagliero contro i regimi comunisti ed in particolare contro l’Unione Sovietica.

Dal canto suo la Lituania ottenne l’indipendenza poco dopo la caduta del muro di Berlino ed in concomitanza con il crollo del sistema sovietico. La libertà arrivò però solo dopo più di 40 anni di dittatura, alla fine dei quali furono commessi molti crimini di guerra, e si verificarono numerosissime rivolte interne atte ad ottenere l’indipendenza dall’URSS.

Il film documentario menzionato da Rose, “The Other Dream Team”, uscito nel 2012, racconta la storia della squadra di basket durante quegli anni, squadra che dapprima rappresentava l’Unione Sovietica, ma dopo l’indipendenza ottenuta dal popolo lituano, ebbe la possibilità di competere per la prima volta come Nazionale Lituana alle Olimpiadi del 1992.

Una nota un po’ più personale di Rose, racconta che il bisnonno fu ucciso dalle milizie sovietiche mentre prestava servizio nell’esercito lituano.

Ovviamente associare la storia lituana con il comunismo e con la Zhang sembra piuttosto una forzatura se pensiamo che la Cina non ha mai avuto niente a che fare con l’occupazione della sua terra da parte del regime Sovietico.

Tra l’altro sebbene la Cina sia una Repubblica Popolare Comunista, Weili non ha mai dichiarato alcun supporto al regime del proprio Paese.

Articolo realizzato da Antonio Paleologo

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