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L’insostenibile leggerezza di Rose: l’analisi di come la Namajunas ha sconfitto Weili Zhang

namajunas

Uno dei match più emblematici della storia di tutte le classi di peso femminili si è compiuto.

Due delle atlete più straordinarie ad aver mai calcato l’ottagono si sono affrontate in un match attesissimo. Le loro doti? Non sono solo tecniche.

Il mind set della Zhang è perentorio. Durante gli allenamenti, quando tira le quadruple o le quintuple ai pao con i calci circolari, ricorda Buakaw Por. Pramuk, leggendario pluricampione del K-1 World MAX.

Quando combatte alla cinese di solito interessa una cosa sola: la performance. Ma non in questa occasione e lo si poteva intuire già dal faccia a faccia. Weili contraccambia la stretta di mano, ma questa volta il suo sguardo è diverso. È furente. Qualcuno deve averle tradotto le parole di Rose: “Meglio morta che comunista”.

E così alla prima domanda “are you ready… are you ready?”, l’aria è tesa, si percepisce che questo incontro ha un peso particolare.

La campionessa però, non ha fatto i conti con una cosa: il footwork della Namajunas.

L’ultima volta la cinese si è trovata davanti la miglior switch hitter di tutte le categorie di peso femminili, ovvero Joanna Jędrzejczyk. Un problema difficile, come un cubo di Rubik, ma che comunque è stato risolto.

Rose però è diversa. Rose è affascinante nella sua semplicitàRose nelle movenze è chiara come il sole. 

Movimenti sulle punte, footwork veloce, guardia alta, takedown frontali, striking lineare in attesa di un errore. E purtroppo per la campionessa, l’errore non si fa attendere. La Namajunas imposta un calcio e Weili, credendo fosse un low kick, lo difende spostando le gambe indietro e alzando la gamba anteriore provando il check.

Rose però ha fatto partire un calcio alto, che si scaglia dritto sul mento della campionessa. L’incontro è finito, i 15.000 di Jacksonville esplodono in un boato assordante. La Namajunas è la nuova campionessa, ma sembra non crederci. Le serve il compagno Pat Barry per ricordarle che è la migliore.

Rose nell’intervista post match si scusa per quello che ha detto nei giorni che hanno preceduto la sfida, spiegando che non c’è nulla di personale con la sua avversaria, ma solo tristezza per il vissuto delle sue origini.

Rose è tornata in cima al mondo. Un mondo che l’aspettava così come se la ricordava, forte e delicata. Un mondo che forse ha capito che ha solo esagerato con le parole e che ora l’ammira per essere riuscita, ancora una volta, a rovesciare ogni pronostico.

Articolo realizzato da Gianmarco Frassi

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