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UFC Vegas 11, le pagelle: Covington infaticabile, uragano Chimaev. Perde la Borella

UFC Vegas 11: Covington vs Woodley – La card della scorsa notte si preannunciava come una delle migliori fight nights di sempre, e così è stato. Cominciamo l’analisi odierna partendo dalla card preliminare, nella quale impegnata Mara Romero Borella.

La nostra connazionale se l’è dovuta vedere con un ottimo prospetto, Mayra Bueno Silva. L’incontro inizia bene per Mara, che va a segno con un paio di buoni colpi e riesce a portare il match a terra. In quel momento però l’inerzia cambia. Maravilla paga la troppa passività e concede l’armbar all’avversaria, ritrovandosi costretta ad alzare bandiera bianca. Per la nativa di Ponte dell’Olio si tratta della quarta sconfitta consecutiva: la speranza è che la UFC decida di darle un’altra chance. Voto 5 per lei, 7 alla Silva.

Passiamo ora alla main card, spettacolare come da pronostico.

Ad aprirla sono stati Kevin Holland e Darren Stewart, impegnati in una guerra senza quartiere dal primo all’ultimo minuto. Il match è molto combattuto, con Holland leggermente più preciso per i primi 2 round. Nell’ultima ripresa, The Dentist riesce a portare a terra il rivale e a scaricare una gragnola di colpi in ground and pound, andando vicinissimo ad un 10-8. Per uno dei giudici è abbastanza, per gli altri due no. Holland vince per split decision, ma offre un rematch all’avversario: vedremo se la UFC li accontenterà. Sfida equilibrata, voti equilibrati: 7.5 per Holland, 7 per Stewart.

Proseguiamo con il ritorno nell’ottagono di Mackenzie Dern, impegnata contro Randa Markos. Tutto facile per la pluricampionessa di BJJ, che scivola su un tentativo di high kick e si ritrova schiena a terra dopo meno di 30 secondi. A quel punto, un’ingenua Markos ci mette del suo seguendo la Dern al tappeto, sportivamente parlando un suicidio. La 35enne dimostra tenacia ma è solo questione di tempo: dopo una serie di transizioni, la Dern chiude il match con un’armbar tanto bella quanto efficace. Il premio (condiviso) di Performance Of The Night è d’obbligo, così come il nostro 9 in pagella. Dietro la lavagna Randa Markos, che non va oltre il 4.

Il terzo match della card ha visto il ritorno alla vittoria di Johnny Walker, non senza qualche difficoltà. Fin dalle prime battute, Spann si dimostra un avversario tostissimo, tanto da stordire il brasiliano con un pesante gancio sinistro. Walker barcolla e finisce anche al tappeto, ma non molla. Poi l’errore madornale di Spann, che si intestardisce sul tentativo di takedown e incassa una serie di gomitate e pugni a martello che regalano la vittoria al rivale. Buon debutto sotto la bandiera della SBG Ireland (palestra di Conor McGregor) per Walker, che dimostra però ancora delle lacune: voto 7. Spann paga a caro prezzo l’aver sprecato la chance di chiudere il match con un impietoso 4.5.

Parlando di debutti, nella notte è avvenuto quello di Khamzat Chimaev su suolo americano. Ci aspettavamo la solita performance dominante, invece ne abbiamo ottenuta una ancora migliore. Dopo 17 secondi dall’inizio del match, Chimaev mette a segno un micidiale diretto destro che spegne la luce al veterano, regalandoci un epocale one-punch knockout. Inutile dire con chi Mackenzie Dern abbia condiviso il premio di prestazione della serata. Anche per il “pagellista” più pignolo sarebbe difficile negare il 10 allo svedese. NC (non classificato) invece per Gerald Meerschaert, che probabilmente non ricorda nemmeno di essere entrato in gabbia. Nella conferenza stampa post-match, Dana White ha detto che per Chimaev potrebbe arrivare un avversario addirittura più in alto nei ranking rispetto a Demian Maia. Le divisioni pesi welter e pesi medi UFC sono avvisate.

Lo slot di co-main event era occupato dalla sfida fan-friendly tra Donald Cerrone e Niko Price. Partenza forte di Hybrid, che va subito vicino alla finalizzazione. Cowboy non vuole saperne di incassare la quinta sconfitta consecutiva e vende cara la pelle, riportando anzi l’incontro in equilibrio. Tanto in equilibrio che, dopo 15 minuti, i giudici decretano un majority draw: un cartellino assegna la vittoria a Cerrone, gli altri 2 dicono pareggio, e pareggio sarà. Fondamentale per il risultato la detrazione di un punto a Price per una serie di ditate nell’occhio. Il verdetto trova d’accordo il presidente UFC, che dichiara di voler parlare con Cowboy prima di decidere il prossimo passo.

È il momento di uno dei match più attesi dell’anno: Colby Covington vs Tyron Woodley. Il principale dubbio delle scorse settimane riguardava la versione di Tyron Woodley che si sarebbe presentata all’Apex di Las Vegas. La risposta? La stessa versione degli ultimi 2 incontri. Covington impone il suo gioco dall’inizio alla fine, schiacciando l’ex campione con un ritmo leggermente più basso del solito, ma comunque asfissiante. Non solo wrestling per Chaos, che mostra anche evidenti miglioramenti nello strikingT-Wood non trova risposte, è anzi costretto a capitolare al 5° round a seguito di un infortunio alle costole. Covington si dimostra ancora una volta un rullo compressore, degno di un 8.5 sulla nostra pagella. Che dire di Woodley? Voto 3 e, forse, la necessità di pensare al ritiro.

Al termine del match arriva un momento storico. Il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump chiama Covington per congratularsi con lui nel bel mezzo del post-fight show di ESPN. La chiamata viene messa in vivavoce, è il trionfo di Colby.

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  1. Pingback: Covington e le sue dichiarazioni ambigue attirano critiche da tutte le parti

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