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Interviste

UFC, Dominick Cruz IN ESCLUSIVA a TuttoMMA: “Con UFC 249 possiamo dimostrare di essere vivi. Coronavirus occasione per ricostruire”

Photo Credits: Dominick Cruz official Instagram

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UFC – L’idea era quella di condurre una serie di interviste, quasi un piccolo documentario, ai più amati fighters nel circuito delle Mixed Martial Arts per cercare di capire cosa si muovesse dentro atleti così straordinari di fronte ad un nemico che, subdolo, non si può combattere in modo convenzionale.

In questi giorni abbiamo avuto il piacere di intervistarne molti, di fama internazionale, ma per questa particolare occasione e per le modalità in cui è avvenuta ci è sembrato il caso di raccontarvela in modo diverso. Poter intervistare una leggenda come Dominick Cruz, il campione più dominante dei pesi gallo UFC è un privilegio, ma farlo con una lunga chiacchierata al telefono della durata di più di mezz’ora è davvero un piacere personale. Forse per quel suo modo risoluto ed intelligente di affrontare diverse tematiche, anche in aree che si discostano dal suo campo, ma sicuramente per la naturalezza con cui si è svolto il tutto. Ad un certo punto è stato difficile fare distinzione tra un futuro Hall of Famer UFC che risponde a delle domande ed un amico che parla delle sue idee. Abbiamo quindi deciso di dividere il tutto in due parti, oggi parleremo di come l’ex campione e la UFC abbia reagito a questa crisi mondiale e del messaggio che vuole far arrivare all’Italia e al mondo.

Quando Giulio ha ricevuto la conferma dell’appuntamento telefonico eravamo davvero entusiasti. Subito ci siamo messi all’opera per preparare l’intervista. Ci organizziamo con apparecchiature elettroniche di ogni genere per far filare tutto liscio, in perfetto stile Ghostbusters vi erano cavi e luci lampeggianti ovunque. Dopo una breve roulette russa decidiamo che Giulio avrebbe curato il funzionamento di tutta la tecnologia anni 80 a nostra disposizione e io (Ernesto) avrei parlato con Cruz. Già l’esordio la dice tutta, al mio “Hello Mr Cruz” mi sento arrivare un “Yeah, that’s him!” che mi ha fatto accomodare molto di più sulla poltrona e reprimere l’istinto di ordinare un vodka tonic a domicilio.

La prima domanda era la seguente: “Come stai? Che cambiamenti ha portato nella tua vita questa crisi mondiale?”. Subito ci tiene a farci sapere che lui e le persone a lui care stanno bene e di questo è grato, ma che hanno preso la cosa molto seriamente, poi continua: Le mie abitudini sono cambiate, come per tutti, ovviamente, se qualche giorno fa, dopo la sveglia avevo solo il tempo di controllare il telefono per poi andare in palestra ora non è più esattamente cosi”; “è un momento in cui è facile perdere il filo con le cose che per noi sono importanti, quindi la prima cosa che faccio ogni mattina è proprio questa: prendo una penna e scrivo uno o più aspetti della mia vita per cui sono immensamente grato, mi alleno un po’, faccio una corsa o pulisco casa. We have to fill the gaps!”.

Sento però che in questo momento sia estremamente importante interagire con gli altri, tutti noi siamo paralizzati, chiusi in casa. Non esiste più quel ritornello che a volte sentiamo o diciamo <Ero troppo occupato per rispondere alla telefonata> oppure <Scusa se non mi sono fatto sentire>. Ecco io voglio partire da questo, prendere questa occasione per ricostruire, riconnettermi con tutte le persone che di solito non ho la possibilità di sentire spesso per via dei miei continui allenamenti o spostamenti”.

Parliamo quindi un po’ della situazione negli Stati uniti e se ha una qualche opinione da condividere sulle decisioni del governo e subito risponde: Non c’è onestamente da avere chissà quali opinioni, qui hanno annunciato il lockdown del Paese, alla fine qualunque cosa ciascuno di noi pensa non è molto importante, dobbiamo solo stare a casa!”. Poi arriviamo a parlare da un punto di vista dei danni alla società e aggiunge Quello che intendo è che questo virus sta impattando l’economia a tutti i livelli, senza lavoro ci sono persone che ad esempio non sanno come pagare l’affitto e di conseguenza anche chi affitta una casa per vivere non riuscirà a mettersi in tasca nulla, colpisce tutti noi a 360 gradi”.

A questo punto, visto che il discorso era molto pertinente, gli faccio una domanda che avevo intenzione di fare in un altro momento dell’intervista: “La UFC ha ufficialmente spostato tutti i prossimi eventi a parte Khabib Vs Tony, vuoi condividere con noi i tuoi pensieri su questa faccenda?”. Dominick fa una pausa di un secondo e poi la domanda la rivolge a me “Ti ricordi cosa ti ho risposto poco fa riguardo a come dobbiamo riempire spazi della nostra vita adesso vuoti (gaps)?”; “Ecco molti di noi lo stanno facendo poiché non andiamo a lavoro. Bene, il ruolo che per me hanno le MMA in questo momento è di riempire un vuoto. Ti faccio un’altra domanda: Quali sport stanno andando avanti in questo momento nel mondo?” e aggiunge subito “Praticamente nessuno! E quale è lo sport che ha avuto la più grossa crescita negli ultimi anni?” al che rispondo “Beh, Le Mixed Martial Arts”. Prosegue, contento di essere arrivato ad un punto importante dell’intervista “Esattamente, se ci pensi, noi, le MMA, stavamo già riempendo un vuoto: gli altri sport come Basketball, Football, Soccer, Hockey, Baseball sono come colonne gigantesche nella nostra cultura, e le MMA, essendo uno sport nuovo si sono dovute da sempre adattare per crescere tra i giganti.

Se ci pensi, noi siamo abituati a tutto questo, noi ci sappiamo adattare meglio di qualunque altro sport. Fa una piccola pausa. Io con un sorrisone intervengo “Hai proprio ragione, è vero” al che Dominick riprende a spiegare la sua idea: “Benissimo, come sicuramente confermi anche tu, noi non abbiamo bisogno di molte cose, stringendo al massimo la corda sono sicuro che possiamo organizzare anche un evento con 10 persone in tutta l’arena per seguire le regole di sicurezza per il COVID-19. Siamo anche in grado di trasmetterlo in tutto il mondo, e in un momento come questo, in cui sembra che tutto sia destinato a chiudere e soccombere, noi possiamo farci carico di un ruolo unico. Tirare fuori nuova energia e condividerla con il mondo, dimostrare che siamo vivi, che ancora riusciamo a fare spettacolo”.

Penso sia bellissimo che Dana stia facendo di tutto per portare avanti questa idea, se UFC 249 si farà moltissime persone che di solito guardavano solo gli altri sport si accorgeranno delle MMA. E penso che il mondo ne abbia bisogno. Ma anche noi ne abbiamo, per dimostrare che non tutto si blocca, per dimostrare che ci possiamo rialzare e combattere”. A quel punto mi giro un secondo verso Giulio, con le cuffie davanti al pc, e vedo che anche lui mi guarda annuendo, qui la faccenda va sull’epico. Tirate fuori una bella colonna sonora e beccatevi questo.

Cosa ci dà il miglior esempio se non le Mixed Martial Arts? Atleti che si fronteggiano con ogni mezzo, che vengono messi KO ma si rialzano e tornano a combattere. Tutti noi dobbiamo fare cosi, adesso. Come parte della UFC, ma soprattutto come combattenti, noi in primis dobbiamo dimostrare di avere questi attributi. Che noi non ce ne andremo in silenzio, che non ci fermeremo e non ci piegheremo a tutto questo!”.

Fa un secondo scarso di pausa. La tentazione di alzarci in piedi e urlare “Siamo con te!” era tanta ma ci limitiamo a battere il cinque più silenzioso di sempre e ricontrolliamo rapidamente la strumentazione, per paura che qualcosa fosse andato storto. No, tutto bene, si prosegue.

“Che poi chiariamoci, è assolutamente importante fare tutto ciò seguendo le regole, questo virus non è uno scherzo. Ci hanno dato delle restrizioni che abbiamo intenzione di seguire alla lettera, e siamo gli unici a poterlo fare in sicurezza. Per quanto mi riguarda sono estremamente eccitato al pensiero di quello che sarà, toccherà a me commentare la card, ad annunciarla e spiegare al mondo quanto siano fenomenali questi atleti. Pensiamoci bene, in questo istante si stanno tutti allenando praticamente soli, senza palestre né lo staff essenziale, per il match più importante della loro vita. Per intrattenere il pubblico di tutto il mondo, le persone, mentre tutti gli altri sport sono costretti a scomparire e rimanere in silenzio”.

Mi sembrava giusto a questo punto fare un’altra variazione sul programma e chiedergli se avesse un messaggio per gli Italiani in questo momento, prima di passare a domande più inerenti alla sua carriera. Si percepisce dalla voce che è contento di poterlo fare. “Il mio messaggio è questo: When in doubt, focus out. Mi spiego, quando sentiamo che tutto intorno a noi si sta sgretolando, cadendo in pezzi, quando percepiamo che l’intero sistema è in crisi, questo è il momento di acquisire una mentalità nuova, di supportarci a vicenda e di aiutarci perché abbiamo davvero tanto da dare al prossimo. Soprattutto in questi giorni in cui la gente soffre e ha bisogno di aiuto, dobbiamo essere uniti e cercare di far fronte unico. Anche se non riusciamo a toccarci fisicamente possiamo farlo, tutti noi. Abbandonare ogni pensiero negativo ed egoistico e impegnarci a fare del nostro meglio per uscirne tutti insieme, come se fossimo un solo essere. Questo è il mio messaggio, impegniamoci tutti al massimo, supportiamoci, restiamo uniti. Abbiamo bisogno di pace e di fede che vada oltre la paura. Ce la faremo”.

Sia io che Giulio eravamo molto emozionati, devo ammetterlo, ci sono molti campioni – UFC e non -, atleti di incredibile talento, nello sport, ma pochi possono vantare la profondità e la sensibilità di Dominick Cruz. Di solito sono molto più loquace, ma la naturalezza con cui il dialogo è stato portato avanti mi aveva bloccato un po’ la lingua, quasi una voglia inconscia di lasciarlo parlare con la più alta libertà possibile. Un sorso d’acqua (che sapeva di vodka tonic), un ringraziamento a nome di tutti i fan italiani ed eravamo pronti con la prossima domanda.

Continua…

A cura di Ernesto e Giulio Piane

Full interview in English

UFC – Our idea was to conduct a series of interviews, just like a small documentary, to the most beloved fighters on the Mixed Martial Arts circuit to try to understand how such extraordinary athletes react and think when the world is threaten by such an underhanded enemy which cannot be fought conventionally.

Lately, we had the pleasure of making interviews with many athletes of international fame, but in reporting this particular one, and for the ways in which it happened, it seemed appropriate to us to adopt a different approach. Being able to interview a legend like Dominick Cruz, the most dominant UFC bantamweight champion is a privilege, but doing it with a long chat on the phone lasting more than half an hour is truly a personal pleasure. Perhaps this is mainly due to his resolute and intelligent way of dealing with issues, even in areas outside his field, but certainly because of the naturalness with which everything was carried out. At some point it was difficult to distinguish between a future UFC Hall of Fame who answers a reporter’s questions and a friend who talks about his ideas. We therefore decided to divide everything in two parts, in this first we will talk about how the former champion and the UFC reacted to this world crisis and the message that he wants to get to Italy and the world.

When Giulio received the confirmation of the telephone appointment, we were really excited. Immediately we started to work on the questions and gathered electronic equipment of all kinds to make everything run smoothly. In perfect Ghostbusters style there were cables and flashing lights everywhere. After a fast Russian roulette we decide that Giulio would take care of the functioning of all the 80’s technology at our disposal and I (Ernesto) would speak with Cruz. Already the debut says it all, to my “Hello Mr Cruz” I hear coming a “Yeah, that’s him!” which made me sit much more comfortably on the armchair and repress the instinct to order a delivery vodka tonic.

The first question was the following: “How are you? What changes has this world crisis brought to your life?”. He immediately wants to let us know that him and the people he loves are well and for this he is grateful, but that they have taken all this very seriously. Then he continues: My habits have changed, as for everyone obviously, if some day ago, after waking up, I only had time to check the phone and then move to the gym now it’s no longer exactly like that ”; “It’s a time when it’s easy to lose the connection with the things that are important to us, so the first thing I do every morning is just this: I take a pen and write one or more aspects of my life for which I am immensely grateful. Then I train a bit, run or clean my house. We have to fill the gaps!”

“However, I feel that at this moment it’s extremely important to interact with others, we are all stuck, locked in the house. There is no longer that refrain that we sometimes hear or say <I’m too busy to take your call> or <I’m too busy, sorry I missed you>. Here I want to start from this, take this opportunity to rebuild, reconnect with everybody who I don’t usually get the chance to talk to often because of my constant training or moving”.

We switch the topic to the situation in the United States and ask if he has any opinion to share on government decisions: “They announced the lockdown of the country, so honestly they pretty much take away any opinion you can have, in the end whatever each of us thinks it’s not very important, we just have to stay home!”; Then we come to talk about the damage to society and he adds “What I mean is that this virus is impacting the economy at all levels, without work there are people who for example do not know how to pay the rent and consequently even those who rent a house and live with that will not be able to put anything in their pockets, it affects us all at 360 degrees”.

At this point, since the speech was very pertinent, I ask him a question that I was going to ask at another time of the interview: “The UFC has officially moved all upcoming events apart from UFC 249, do you want to share with us your thoughts on this matter?”. Dominick pauses for a second and then he ask me a question “Do you remember what I answered a little while ago about how we have to fill gaps in our life now?”, “So, we are all filling gaps right now because we’re not going to work. Well, the role that MMA plays for me right now is that of filling a gap. I’ll ask you another question: What sports are being covered in the world?” and immediately adds “Pretty much nothing! And which is the sport that had the fastest growth in recent years?” to which I reply “Well, The Mixed Martial Arts”. Happy to have reached an important point of the interview he continues “Exactly, if you think about it, we, the MMA, were already filling a gap: the other sports such as Basketball, Football, Soccer, Hockey, Baseball are like gigantic columns, staples in our culture and MMA, being a new sport, has always had to adapt to grow among the giants”.

“If you think about it, we are used to all this, we’re able to adjust to the situation better than any other sport” He pauses. With a big smile I intervene “You’re right, it’s true” to which Dominick resumes explaining his idea: “Very well, as you certainly confirm, we don’t need many things, I’m sure we can organize also an event with 10 people across the arena following the safety rules for COVID-19″. “We are also able to televise this and give entertainment to the entire world, and in a situation like this, when it seems that everything is destined to shut down and succumb, we can take on a unique role. Bringing out new energy and sharing it with the world, showing that we are alive, that we still manage to make a show”.

“I think it’s beautiful that Dana is doing everything to bring this idea forward and, if UFC 249 will happen, a lot of people who usually only watch other sports will notice MMA. And I think the world needs it. But all us need it as well, to show that not everything freezes, to show that we can get up and fight”. At that point I turn a second towards Giulio with headphones in front of the PC and I see that he too looks at me smiling. Here the matter goes epic, soring out a nice soundtrack and get this.

“What sets the best example if not Mixed Martial Arts? Athletes who face each other, who fight through anything from the bottom, get knocked out and stand back up again. We all have to do this now. We’re proving, as Mixed Martial artists, and as a company, that we have those attributes. That we will not leave in silence, we’re not just going to stop, we’re not going to subside!”.

He takes a short second off. The temptation to stand up and say “We are with you!” was strong instead we just exchange the quietest high-five ever and quickly check the equipment again, fearing that something might had gone wrong. No, all right, let’s go.

“But let’s be clear, it’s absolutely important to do all this following the rules, this virus is not a joke. They have given us restrictions that we intend to follow to the letter, and we are the only ones who can do it safely. So, to me, I’m excited, I get to cover this card, I’ll get to call this card, and I get to break down for the world how phenomenal all these athletes are and show to the world how much skill, focus, and tenacity they have to prepare for this fight during this time. Think about it, right now they are all training practically alone, without gyms or the essential staff, for the most important match of their life. To entertain the public all over the world, the people, while all other sports are forced to disappear and remain silent”.

It seemed right at this point to make another variation on the interview and ask him if he had a message for the Italians at this time, before moving on to questions related more to his career. His voice betrays that he is happy to do it. “My message is: When in doubt, focus out. Let me explain, when we feel that everything around us is melting and falling apart, when we perceive that the whole system is in crisis, this is the time to acquire a new mindset, this is when we all get to come together and support each other. Especially in these days when people are suffering and need help, we must be united and try to fight as one. Even if we are not touching one another right now, we can still be there for one another. Let go of any negative and selfish thoughts and commit ourselves to do our best to get out of this all together. This is my message, let’s all do our best, support each other, stay united. We need peace and faith that goes beyond the fear. We’ll make it”.

Both Giulio and I were very touched, I have to admit. There are many champions and incredibly talented athletes, in sports, but few can boast the depth and sensitivity of Dominick Cruz. Usually I am much more talkative, but the naturalness with which the dialogue was carried out had blocked my tongue a little, almost an unconscious desire to let him speak with the highest possible freedom. A sip of water (which tasted of delivery vodka tonic), a heartful “thank you” on behalf of all Italian fans and we were ready with the next question.

To be continued…

Written by Ernesto & Giulio Piane

a special thanks to Gabrielle Harvey for english consulting

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